Una miseria inconcepibile

Okay, ci siamo divertiti tutti leggendo l’articolo della Lucarelli. Lei è geniale, fa ridere quando scrive e tutto il resto. Ma la domanda è come siamo arrivati qui? Ovvero perché siamo all’impossibilità di poter muovere una minima critica? L’altro giorno uno che ha scoperto tardi il dissenso (cit Selvaggia) ha messo di mezzo gli avvocati solo perché una giornalista (brava, peraltro) si è permessa di scrivere quello che pensava.

Perché siamo arrivati qui? Un po’ lo dice la Lucarelli: “Di gastronomia vogliono scrivere tutti, ormai, ma evitando con acrobatica diplomazia qualsiasi conflitto con ristoranti, aziende alimentari, chef, ristoratori. Primo perché si rinuncia a un sacco di cene a scrocco. Secondo perché attorno al mondo della gastronomia ruotano molti inserzionisti ese dici che il mio uovo puzza di cure termali il tuo prossimo inserzionista sarà Roberto Carlino”.

Le cene a scrocco, la mancanza di coraggio, di personalità, di carisma, di voglia di fare per davvero i giornalisti, dite quello che volete ma siamo sempre lì: una persona adulta può mentire pur di avere in cambio una cena con il marito (perché si, si porta sempre il marito o la moglie, consumando alla grande e bevendo alla grandissima), un pezzo di torta, un invito ad un evento scadente?

Questa gente non ha un minimo di amor proprio? Vogliono vivere e morire da zerbini? Non hanno mai uno scatto d’orgoglio? Certo, i direttori non ti aiutano perché ti dicono sempre “non voglio rogne, non mi va di sentire quello che mi chiama e si lamenta”, poi certo ci sono altre dinamiche, del tipo “non si sa mai, mia figlia vuole fare la cuoca, se scriviamo bene magari la assume”.

I quotidiani così detti istituzionali parlano bene di tutti, ovviamente solo in pubblico. Dovrebbero essere loro ad avere più mezzi, più orgoglio e più amore per questo mestiere, e invece accade il contrario, sono lì a incensare, accontentandosi dei finti complimenti degli uffici stampa e degli chef stessi, che in cuor loro dicono “che stronza, viene qui sempre a mangiare con il marito e porta anche il figlio, ma sai lei scrive per quel quotidiano e non mi conviene dir qualcosa”.

L’unica idea che mi sono fatto è che si mentono a vicenda per l’ego smisurato delle due categorie, e va bene a tutti: i giornalisti mentono e hanno in cambio cene e complimenti finti, gli chef mentono e hanno in cambio articoli positivi. Io dico che tu sei grandissimo, tu dici che non avevi mai letto un articolo così bello.

Poi lamentiamoci che i giornali chiudono e diamo la colpa ai lettori.

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