Masturbazione fine dining

Non si sa con esattezza quando e come, però è successo: hanno tolto al cliente il piacere di emozionarsi al ristorante. Il fine dining è diventato una specie di santuario, di cattedrale dove devi solo adorare e adulare lo chef e dove vieni bacchettato se osi sorridere, oppure rilassarti. Non puoi pretendere di divertirti e ancor meno essere leggero e spensierato, non puoi guardare la tua donna, la sua scollatura e le labbra carnose, no, niente di tutto questo: c’è spazio solo per LUI, lo chef. Tu paghi sì, ma per inginocchiarti davanti alle sue creazioni.
Nessuno parla, nessuno ride, nessuno scherza: i piatti sono da analizzare e poi da applaudire, ancora un pò e devi chiedere il permesso per toccarli. Pensavi di uscire a cena per una piacevole serata? Son caxxi tuoi.
Ti dicono che da loro si vive un’esperienza, ma è una menzogna: da loro vai per baciare la mano e l’anello. E lo sanno, lo capisci da come ti guardano dall’alto, con supponenza, appena arrivi. Tradotto sarebbe “tu, povero di spirito, devi ringraziare Dio che sei stato ammesso qui, nel mio tempio”. Tu paghi, ma loro ti fanno sentire piccolo così.
Incutono quasi timore, come ai tempi dell’inquisizione: non si esce a cena per stare bene, ma per idolatrare loro. Non esci per te, esci per loro.
A qualcuno il gioco sta sfuggendo di mano: ambienti asettici fatti appositamente per non sentirti a tuo agio, il che è una follia, visto che due persone escono a cena per essere rilassate dopo una giornata (presumibilmente) lavorativa. Ti obbligano a vivere il tutto in maniera tesa, pesante, come a dire “se vuoi divertirti hai sbagliato indirizzo”.
Perché accade questo? Me lo sono spesso chiesto e ho trovato la risposta: in parte la colpa è dei giornalisti frustrati, quelli a cui da fastidio che al ristorante andiamo in tanti (ne conosco almeno una dozzina). Vogliono far credere che il mondo del fine dining è solo per pochi eletti che ci capiscono di acidità e amenità varie. Sono furibondi che tanti altri hanno il diritto di parlare e di scrivere, semmai dovrebbero essere loro ed esclusivamente loro a decidere chi può aprire bocca e chi dire la sua, chi può andare e chi invece deve solo accontentarsi di leggere le impressioni degli eletti.
Stanno avvelenando l’ambiente con il loro linguaggio supponente e presuntuoso, volutamente forbito, per escluderti. Parlano per ore e ore di acidità, per farti sentire un ignorante pezzente: solo loro debbano avere acceso a certi posti perché loro “sanno” e meritano di essere ricevuti alla corte dello chef.
Ecco, si sono incontrate due categorie di megalomani vanitosi che stanno avvelenando e distruggendo il piacere di andare al ristorante. Di buone vibrazioni manco l’ombra, è gente senza sangue, senza cuore, sono rigidi e con le chiappe strette. Certi piatti sembrano fatti da un robot: un robot super specializzato, ma un robot. Idem con certi articoli, dove manca la passione e il piacere. I loro articoli respirano morte, quando invece la ristorazione dovrebbe essere solo gioia e piacere (che loro non conoscono).
Se proprio vogliono potrebbero andare tutti loro su una isola deserta, tanto sono una manciata di persone. Andatevene, state fra di voi e trastullatevi a vicenda, masturbatevi a secco, perché tanto di piacere vero e puro non se ne parla.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *