Niente sesso, siamo stellati

L’inizio della storia è hollywoodiano, la fine è fantozziana.
I fatti. Ristorante mega stellato con la seconda in arrivo, fuori città. Collina, silenzio, le stanze d’albergo accanto. Un paradiso. Non la vedevo da qualche giorno, per cui la voglia di fare all’amore era assai alta, anzi, esplosivamente alta. “Non vedo l’ora di tornare dal ristorante e di stare con te”, mi sussurrò quando entrammo nel locale.
E’ proprio questo il punto: abbiamo varcato la porta dell’ingresso alle 20,00, siamo tornati in albergo alle 00.17. In mezzo, cento portate divine e fin qui delirio puro. Però. Il sommelier, il classico secchione primo della classe con occhiali spessi, ha “asciugato” la mia compagna fino all’inverosimile, senza rendersi conto che a lei non interessi minimamente il discorso sulla macerazione e sul vino biomeccanico. Empatia meno di zero. 
Il maitre, altro secchione, raccontava i piatti come Piero Angela. Lei ama mangiare, ma è una cliente come il 90 per cento dei clienti: vuole mangiare bene, stop. Niente discorsi infiniti. Mite come persona e soprattutto educata, ha fatto buon viso a cattivo gioco, però non ne poteva più. 
In passato è stata fidanzata con uno chef, di mestiere fa la psicologa, per cui conosce l’ambiente e conosce le persone, non voleva passare per antipatica. 
Peccato che le è passata la voglia di fare all’amore. Te credo, dopo quattro ore uno vuole ammazzare qualcuno, non fare del sesso.
Morale? Immedesimatevi nel cliente. Se trovate un nerd appassionato di discorsi su acidità, oppure dei talebani che parlerebbero di vini biodinamici per giorni, bene: se vi trovate davanti semplicemente delle persone che vogliono mangiare bene ma che hanno una vita, mollate il colpo. Sennò saranno loro a mollare voi.

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