50 euro e non valerli

C’è un problema con i secondi di pesce. Accade nei ristoranti fine dining, dove il prezzo di una tale portata si aggira sui 50 e forse più. In pratica, la gran parte sono assai deludenti.

Per quella somma ci vuole qualcosa di formidabile, non si scappa. Certo la materia prima costa, è indubbio, ma per 50 euro o più la gente ha tutto il diritto di aspettarsi l’effetto wow, visivamente e gustativamente.

E invece troppo spesso accade il contrario.

Io uno ho spesso la sensazione che alcuni piatti vengono messi nel menù con troppa superficialità, senza aver pensato e ripensato se fosse davvero il caso di proporli.

Si vede che non sono finiti e rifiniti, che sono incompleti, pasticciati, che manca un’idea e soprattutto quel tocco che ti aspetti quando vai in un fine dining. Perché se uno vuole semplicemente mangiare del pesce va in un onesto ristorante e basta.

E come se dicessero “vabbè, mettiamo due tranci di branzino, due verdure attorno, una salsina e via, tanto ce la caviamo sempre”.

Certo, a volte manca l’ispirazione, ma questo non è un problema del cliente. Per 50 euro non si può servire che un piatto formidabile. Altrimenti il cliente ha tutto il diritto di essere deluso.

Forse si dovrebbe provare ancor di più a immedesimarsi nel cliente e chiedersi se al suo posto fossimo contenti di un piatto del genere. Meglio aspettare fino a quando ci arriva l’idea geniale piuttosto che deludere la clientela.

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