Selvaggia sopra tutte

Apprezzo Sorbillo per quello che ha fatto per la pizza e per i pizzaioli. Non ci conosciamo, ci siamo incontrati una volta a cena da Felix e ci siamo sentiti una volta per telefono. Però a naso mi piace. Selvaggia Lucarelli invece la considero di gran lunga la miglior giornalista italiana, di sicuro è la più letta in assoluto. Cosa c’entra con il mondo della cucina? C’entra, a leggere l’articolo di sabato, il suo secondo contro Sorbillo ( https://m.dagospia.com/selvaggia-vs-sorbillo-quando-viene-fuori-che-sapeva-di-non-essere-il-destinatario-della-bomba-210306?fbclid=IwAR2p5SpwBvmeIyiVXUQ4mz17cGXUjlZby1_Kpj9_QB35UfJ3mPHP4qxbcSE). Non entro nel merito, se lo ha scritto vuol dire che è così al milione per cento, altrimenti non l’avrebbe fatto. Però va applaudita, e tanto.

Tradotto, nella storia del giornalismo gastronomico italiano non si era mai letta una presa di posizione contro un personaggio che piace alla stampa ministeriale, quella pallosa e pelosa che usa un linguaggio cardinalesco, che allontana i lettori e affossa i giornali stessi. Anzi, non si era mai letto una critica.

Selvaggia, che fino a poco fa scriveva in maniera sublime solo di rapporti di coppia, donne pittoresche e maschi mosci, ora ha virato (anche) sulla ristorazione. Il risultato? Ad un tratto, le leggendarie leccate di culo degli altri sembrano ancor più vergognose, tediose e fuori luogo. Leggi un articolo della Lucarelli e poi ti viene in mente che sui quotidiani e in tv mai e poi mai si è letta una critica contro un qualsiasi chef (Valerio Visintin fa storia a sé).

Ecco, com’è possibile tutto questo? Perché tutti si pavoneggiano solo per aver intervistato lo chef ics e di essere invitato dallo chef beta, ma nessuno ha l’orgoglio di pavoneggiarsi per aver fatto una critica? Un giornalista deve essere temuto dagli chef, non amato.

Ieri sera ho visto per l’ennesima volta Il Post, un film americano sul mondo del giornalismo. Probabilmente negli anni si è persa di vista la ragione per la quale uno sognava di diventare giornalista: ci sta, però passare dalla ricerca delle notizie scomode al leccare il sedere 25 ore su 24, 366 giorni su 365, ce ne passa.

Sabato leggevo l’articolo di Selvaggia e mi chiedevo il perché della presa di posizione, nel senso che a lei non porta nulla in più, poteva anche non scriverlo. Invece lo ha fatto, penso che per un semplice motivo: ama ancora fare scalpore, far rumore con le notizie, provocare, far ridere e sobbalzare il lettore sulla sedia. Lo fa esponendosi in prima persona, con la solita spavalderia e con la sua prosa piena di ritmo e sarcasmo, con il suo stile ficcante e cinematografico. Certo, è unica nel suo stile, non a caso tutte le altre messe insieme non arrivano alla metà dei suoi lettori e ci mancherebbe altro.

La domanda è perché le altre snob da tavola (e gli altri, ma metto al femminile perché la gran parte sono donne) vivono con l’unico scopo di cantare le odi di uno chef, mentre non vengono nemmeno sfiorate dall’idea di muovere una critica? Ok, mancano di carisma, di personalità, di talento, di voglia, di coraggio, tanto lo stipendio corre e se il giornale affonda si dà la colpa al proprietario (noi non abbiamo mai colpe, solo gli altri).

I giornali ministeriali non prendono nemmeno in considerazione di scrivere una riga contro. Certo, alcuni chef sono così bravi da non poter nemmeno ipotizzare un concetto negativo, ma è mai possibile che in anni e anni non abbiano mai trovato il coraggio per scrivere una riga di disappunto?

Vivono per un invito, per un torna conto personale, per una cena, Selvaggia invece vive solo per fare la giornalista e questo fa tutta la differenza del mondo, difatti il numero di lettori parla chiaro: la gente non è stupida.

Ultimamente oltre a lei sono apparsi altri, ma solo sul web, perché sulla carta stampata è impensabile: i direttori non vogliono rogne, i giornalisti pensano solo allo stipendio e alle cene gratis. Si va avanti per inerzia, fino alla pensione.

Su Dissapore Chiara Cavalleris picchia duro, con ironia, tanto che un arzillo rompi cojoni rozzo e manesco ha scatenato l’inferno contro di lei per essere stato perculato. Su Dagospia, il più letto quotidiano italiano online, Cristiana Lauro tira fuori l’ascia da guerra in ogni articolo.

Forse ci sarà qualcun altro ma ora non mi viene in mente, su Scatti di gusto ogni tanto si leggono delle critiche.

Per il resto, pubbliche relazioni e ode senza fine, applausi invasati e occhi dolci che nemmeno le groupies negli anni settanta.

La buona notizia è che Selvaggia ha steso anche le giornaliste gastronomiche, dopo aver steso tutte le altre.

Questa è la buona notizia. Quella cattiva è che le altre se ne fregano: troppo impegnate a riempire l’agenda di inviti qua e là. Il giornalismo muore, ma il loro stipendio corre e la vita in fondo non è poi così male.

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