300.000 euro per una cotoletta

Tornare ai classici che fa sempre bene, perché poi troppo spesso ci dimentichiamo di come vanno le cose per davvero.

Dunque nel 2006 Camilla Baresani recensisce il ristorante Gold, di Dolce e Gabbana. Scrive, su Il Sole 24 Ore:

“La cotoletta alla milanese è la più cattiva che abbia mangiato in vita mia, oleosa, inspiegabilmente dolciastra (che aggiungano zucchero alla panatura?), troppo brunita sui bordi, gommosa. Mi ha fatto pensare a quelle che ammanniscono in certi baretti del centro, cucinate dal gestore la sera prima a casa, in qualche paese dell’hinterland, e riscaldate il giorno seguente nel microonde, per i frettolosi pasti degli impiegati”.

E’ un suo diritto scrivere quello che pensa, direte voi. E invece no. Leggere il seguito per credere. Il giorno successivo Dolce e Gabbana, offesi (come gli chef accettano solo applausi e complimenti, veri o finti non conta), minacciano di togliere 300.000 euro di pubblicità al quotidiano, che ai tempi era davvero un bel giornale.

Indovinate cosa succede? L’allora direttore De Bortoli manda un altro giornalista, il famoso Davide Paolini, per – udite udite – scrivere una recensione riparatoria.

Ovvero nell’arco di qualche giorno sono state pubblicate due recensioni sullo stesso ristorante, una vera e una “riparatoria”, perché in caso contrario addio soldi. L’avrebbero fatto anche senza la minaccia della pubblicità ritirata, non ho alcun dubbio.

Ovviamente, Paolini va ai piani alti e insiste per l’allontanamento di Camilla perché, dice, non è ammissibile fare delle recensioni negative. E al primo cambio di direzione ottiene l’allontanamento della Baresani.

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