I ristoranti come la moda: o Zara o Gucci

Zara e Gucci. Non ci sarà più una terra di mezzo, nella ristorazione. Come nella moda, resterà in vita solo chi saprà per davvero offrire qualcosa di molto interessante al cliente. La qualità ad un prezzo decisamente conveniente, oppure l’eccellenza assoluta,

Nella categoria Zara metto i ristoranti mono prodotto, vedi quelli di carne (El Carnciero, Porteno, Don Juan), pure le hamburgherie, poi le pizzerie golose e gli asiatici buoni ma non costosissimi (Basara, Temakinho).

Aggiungo le trattorie dove diventi matto per la bontà dei piatti (Isola dei Sapori, l’Angolo di casa, Olio, Trippa e via dicendo), ma sempre mantenendo un prezzo abbordabile ai più.

Dalla parte dei Gucci metterei alcuni che per davvero dettano le tendenze (qualche stellato, per intenderci) e poi alcuni ristoranti formidabili, ma con uno scontrino medio altino (Wicky, Gong, The Fisher, Griglia di Varrone e altri che ora non ricordo).

In mezzo non ci sarà più nulla, proprio come nella moda. Difatti sono spariti quasi tutti i negozi di abbigliamento che proponevano un po’ di tutto, ovvero niente di indimenticabile.
Di conseguenza spariranno i ristoranti senza una cucina identitaria, senza una forte, fortissima impronta.

Non è una mia opinione, già sta accadendo. Il problema è che in tanti non se ne rendono conto

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