Vincere premi o fatturare?

Il miglior formaggio al mondo è americano. Nessun scandalo e ancor meno una tragedia, la vittoria del Rogue River Blue Cheese, erborinato invecchiato undici mesi: miglior formaggio al mondo davanti ad un parmigiano reggiano invecchiato 24 mesi della Latteria Sociale Santo Stefano. Amen.

E’ solo una competizione e, forse, proprio per questo ha vinto un formaggio “da competizione”. Il fatturato è l’unico che conta veramente, al netto di enfasi ridicole e articoli in ginocchio, come purtroppo ne abbiamo visti spesso ultimamente (ricordate un premio vinto da qualcuno con una giuria fatta su misura, seguito da articoli patetici pieni di saliva?).

Due considerazioni veloci. Quando folcloristicamente sostenete che il parmigiano sia il miglior formaggio al mondo, si dà per certo che avete degustato a lungo almeno duecento formaggi provenienti da 30 paesi, vero? Perché altrimenti come si potrebbe affermare ciò? Parlate con cognizione di causa, vero? La domanda è retorica, ovviamente.

La seconda: svegliarsi la mattina con la certezza che “siamo i migliori” non aiuta molto. Probabilmente all’estero si mettono di più in discussione, il che si che ti aiuta a migliorare. E vincere.

Ci sarebbe anche la terza, ovvero di lasciar stare la frase “gli americani non capiscono nulla di cibo”. Anche perché da una parte non è detto che 60 di milioni di italiani siano dei conaisseurs di prima categoria, e da un’altra gli americani sono i più grandi frequentatori di ristoranti stellati in giro per il mondo.

Inutili e pietose le difese per partito preso, basterebbe un po’ di senso del ridicolo per starsene in disparte, perché non è morto nessuno e perché il parmigiano vende ovunque, a iosa, mentre il Rogue penso che non possa avere un bacino di clienti fuori dall’America. Vince chi vende, il resto conta poco.

Siccome nella vita delle aziende i soldi e i fatturati vengono al primo posto, così come al secondo, terzo e via dicendo fino al milionesimo, non c’è alcun motivo per lasciarsi andare a delle prevedibili isterie pittoresche.

Chiudo prendendo spunto da un post letto sulla pagina di Lorenzo Biagiarelli: Norvegia, Spagna e Germania hanno vinto più premi rispetto all’Italia. Formaggi che, ripeto, fatturano meno del parmigiano, però qualcosa vorrà pur dire. E comunque a me interessa solo il fatturato. Per le seghe ci sono i giornalisti in ginocchio.

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