Tartufi and Friends

Il problema del tartufo sono i presunti esperti di tartufo. Quelli che “aaaah io solo quello d’Alba”, che poi a parte le parole hanno visto il tartufo d’Alba solo in fotografia.

E’ lo stesso discorso del caviale, un mondo avvelenato dai soliti “aaaah io solo caviale iraniano”, pure qui visto nelle foto e stop.

E’ gente che tiene a pavoneggiarsi senza che nessuno avesse chiesto loro un parere, sono i classici “io ho una casa lì e un’altra lì”, gente che nessuno di noi vorrebbe nei pressi. Ti fanno passare la voglia dopo due secondi.

Esistono e ti condizionano, per quanto possa essere folle: se tocchi un tartufo fuori stagione senti il loro soffio sul collo.

Poi ti riprendi e ti ricordi che i piatti a base di tartufo sono eleganti, delicati, piacevoli, armoniosi, per certi versi aspirazionali: l’ombra degli specialisti tuttologi pesa, ma sarebbe un delitto tener conto.

Figuriamoci cosa possano pensare di un ristorante, anzi, una catena, che li propone tutto l’anno. La smorfia di disappunto è lì, pronta e non richiesta.

Per fortuna il mondo va avanti nonostante le loro sbrodolate, tant’è vero che da Tartufi and Friends a Milano fanno una media di 70 coperti al dì, tutto l’anno, novembre oppure agosto che fosse, con punte di 150 la domenica (a Milano i ristoranti di livello sono chiusi, per cui ne approfittano: solo Gong è aperto).

Il posto piace molto, è una specie di boutique, gli stranieri (il 70 per cento) ci vanno pazzi. I prezzi sono contenuti, 30 euro la linguina e pure il risotto. In più hanno sposato la filosofia del vino di alto livello a bicchiere, grazie all’acquisto di un dispenser ideato e realizzato da Wineemotion, azienda toscana creata da Riccardo Gosi. In tal modo si riesce a proporre, vendere e guadagnare molto di più, ma questo è un altro discorso, che fra l’altro trattiamo proprio nella pagina accanto.

A proposito, per quello che riguarda il ristorante di Milano (Corso Venezia 18) ci saranno novità anche in cucina: Luca Mauri ha deciso di lasciare per andare a lavorare in Svizzera. In bocca al lupo.

A Roma invece, in Via Borgognone, pieno centro modaiolo, il locale è più piccolo, ma sforna numeri da urlo, vista l’ubicazione. Va forte anche a Londra, da Harrod’s. Non da meno a Dubai, dove solo la parola tartufo è sinonimo di gente a valanga.

Funziona, eccome. A breve si apre a Miami. Il tartufo piace tutto l’anno, a prescindere dai tuttologi.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *