La sbrisolona dello zio Dario

Non sono un fan delle paste frolle e simili. Mancano di golosità, non sono coinvolgenti, hanno qualcosa di triste, molto triste. Secche e prive dell’effetto “la voglio subito”.  Io sono per il burro, per le creme fresche, per le robe veraci e porcellose, goduriose al massimo. La pasta frolla mi pare una zia settantenne, i dolci con la crema invece mi portano con i pensieri alle fanciulle con la schiena luminosa, vellutata e arcuata.

Eppure. Non dico che mi sto ricredendo, però qualcosa è successo.

Difatti mi sono incuriosito quando ho ricevuto il pacco regalo dello “zio” Dario Loison. Dico zio perché è come i parenti premurosi del sud che mandano al nipote emigrato il guanciale e le caciotte, le marmellate e i sughi. Lui, bontà sua, manda dei pacchi immensi con le novità, mi anticipa le uscite sul mercato, un po’ per piacere e un po’ per sapere cosa ne penso, oppure solo per informarmi.

Ci sono sempre quattro, cinque panettoni e come “corredo” una valanga di biscotti (intrigantissimi, quelli al burro), filoni (straordinari, va detto) e simili.

Stavolta ha mandato anche una sbrisolona, che all’inizio ho guardato con diffidenza. Niente creme, niente di maialeggiante, ci guardavamo assai male. Poi l’ho aperta ed è stata una scoperta fighissima. Certo, non è un cannolo fresco alla crema, non gronda goduria e sensualità, ma è una gran bella figata. La domanda è: la sbrisolona, chi la mangia di solito? Le donne? Le donne milanesi, che vogliono mantenere la misura 40?

E’ un gran bel prodotto, si mangia veloce, è simpatico. Non lo vedo più come una zia della terza età, bensì come una bella donna austera ed elegante, sicura di sé, che si avvicina alla cinquantina.

Comments

  1. Andrea

    Ti piace il burro ma non le paste frolle.
    Inteigantissimi i biscotti ma non ti attirano le paste frolle.
    C’è molta confusione.

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