Stelle comprate? Ma dai

Si cade sempre nel ridicolo quando si perde o non si ottiene la stella. Quando la si prende è per i meriti del team, il lavoro, la ricerca, la sala, la Michelin ha premiato i loro valori bla bla bla, quando invece la si perde c’è di mezzo la mafia, i francesi e amenità varie. In pratica i francesi non capiscono una mazza quando non danno oppure tolgono le stelle, in cambio capiscono quando le danno. Uno squallore mai visto, questo modo pezzente di ragionare.

Si è patetici all’ennesima potenza, ma tant’è. La verità è molto semplice. Prendiamo il ristorante di Felix Lo Basso, quello aperto l’anno scorso a Trani. Sono andati tre ispettori prima di decidere di dargli la stella. Tre, a Trani e il terzo è stato Lovrinovich stesso.

Perché per premiare un ristorante ci vogliono minimo tre visite e ci devono essere d’accordo tutti i tre: la scelta è collegiale, proprio per togliere potere al singolo ispettore. Tradotto, così non esiste il minimo sospetto di una compravendita. O vogliamo pensare che uno chef abbia pagato tre ispettori?

Tre visite, tutti d’accordo: è così che si prendono le stelle ed è così che l’ha presa pure Felix, che l’ha voluta a tutti i costi, tanto da passare più tempo a Trani che a Milano. Forse perché é pugliese, forse perché è ambizioso, fatto sta che l’ha cercata e inseguita in maniera feroce, voleva prendere la stella nella sua terra e per la sua terra.

Certo, avere un nome aiuta a far uscire gli ispettori dalla sede: così si spiega come alcuni nomi importanti abbiano, diciamo così, un piccolo vantaggio. Gli ispettori ci vanno quasi a colpo sicuro. Per la seconda si muove anche un ispettore che arriva da un altro paese (Francia, Germania), tutto questo per farvi avere un’idea su quanto possa venire a costare tenere in piedi la guida. Pensate ancora che fanno tutti questi sforzi per poi mettere nelle mutande delle mazzette? Un gruppo che fattura 22 miliardi sta per compromettersi per pochi soldi? Se uno lo pensa o è idiota o è idiota.

Foto: Monica Cordiviola

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