Tre ore al risto e poi tutti a casa

“Perché la gente ormai preferisce fare il pranzo di Natale fuori casa? Semplice, così non hai i parenti a casa tutto il giorno. Tre ore al risto e poi fuori dai cojoni”, mi racconta un ristoratore di vecchia data.

Non è solo questo il motivo, anche se mi pare uno fondamentale. Però a Milano si cucina molto meno rispetto a prima e di conseguenza pure a Natale e Capodanno i ristoranti fanno il botto. Prima non era così, ora invece quasi tutti stanno aperti per il 24 sera, il 25 a pranzo e per la notte del 31. Certo, molti erano già aperti per la notte Capodanno, ora invece lo sono quasi tutti e lavorano da matti.

Le ragioni sono tante. Innanzitutto si ha meno voglia (e capacità) di cucinare, altrimenti non si spiegherebbe. Poi in poche hanno voglia ormai di preparare infiniti piatti e di mettere in ordine dopo. Si aggiunge che le pietanze che per forza prendi in rosticceria e simili costano quasi come andare al ristorante. Fatti due conti conviene andare fuori. L’ultimo che si è convinto di tenere aperto è Alberto Sermoneta: difatti Tartufi and Friends sta per ultimare il menù, appena saprò cosa inventerà Andrea Asoli lo pubblicherò: per ora so di un risotto blu e di qualche selvaggina, ma è meglio aspettare.

C’è poi una via di mezzo: ordinare i piatti al ristorante e mangiarli a casa. Lo fa da anni Andrea Provenzani al suo Il Liberty: la gente prenota, ordina, poi viene e ritira. Ogni anno c’è un menù da dove puoi scegliere. Ti preparano tutto alla perfezione, a te poi tocca solo mettere nel forno e riscaldare. Ti dà anche le istruzioni.

Ci sono i mondeghili di vitello e mortadella (15 euro), i cappelletti ferraresi (sempre 15), la guancia di vitello (20), il baccalà mantecato (sempre 20) e altri dieci piatti.
Per i ristoratori questa sarebbe la soluzione migliore: uno si prende i piatti e così tu non devi nemmeno far sedere la clientela, per cui meno costi.

Nella foto un allestimento di Giorgia Fantin Borghi, che, ripeto, da dieci piste alle altre sul bon ton, galateo e simili.

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