Carne carne e ancora carne


El Carnicero di Max D Andrea apre il suo terzo ristorante a Milano, in via Cantù, al posto di Peck. El Porteno è già a quattro, con due nuove aperture in pochi mesi, l’ultimo in via Spadari, accanto a Princi.

Hamericas fa numeri da sballo, con una clientela molto giovane. Tanti altri locali vendono hamburger a iosa. Io uno vado spesso da Burger Wave, in Via Bertani: fra delivery e gente seduta è come vendere il gelato al mare a metà agosto: a volte devi aspettare per avere un tavolo.

Aprono in continuazione hamburgherie, che sono l’unica vera alternativa goduriosa alla pizza.

I ristoranti di carne sono in continuo aumento: Cood, aperto un anno addietro in Via Lecco pensavo fosse un flop, invece riempie alla grande, forse il merito va all’asador,Rodrigo Rivarola, ex Don Juan.
Griglia di Varrone fa una corsa a sé, perché Massimo Minutelli viaggia a dei livelli qualitativi tali da poter prendere addirittura la stella (no, non sto esagerando).
Andrò a dare un’occhiata anche all’ex Picanhas, diventato Top Carne (ok, il nome fa sognare zero).
Barbacoa l’ho scritto tante volte, fa 170 coperti anche se nevica o se arriva il tornado in città. Donazar Beltrame gongola ogni santo giorno, perché il felice popolo della carne è in continuo aumento, mentre gli aficionados non mollano e non deludono mai.

Ecco, più la stampa sapientina impone con aggressività un modello di vita basato sulle carote lesse più la gente prende d’assalto i ristoranti a base di carne.

Più le riviste di settore escludono le ricette a base di filetti e simili, più le persone goderecce e amanti dei piaceri riempiono i vari appena citati.

Non saprei dire se c’è una correlazione diretta, però a naso il palloso bombardamento della stampa istituzionale, che ci vuole tutti pallidi e tristi a ruminare insalate h 24, influisce assai.

O forse più semplicemente la gente se ne frega e vuole solo godersi la vita, andando a cena in un posto dove tremi per la passione.
Perché diciamolo, se ti arrivano due verdure ben impiattate l’emozione è sotto zero, se senti già in lontananza il profumo della carne sei già in paradiso.
Sarebbe bello sentire i sapientini delle carote ben presentate cosa ne pensano di questo impressionante aumento di ristoranti a base di filetti al sangue. Si fa per dire, meglio non saperlo.

Un’altra considerazione: l’ambiente. In un ristorante dove ci si abbuffa di melanzanine tagliate a cubetti e di cetriolini a spicchi non penso ci possano essere delle good vibes. Da dove e da chi dovrebbero arrivare?

Andate invece da El Carnicero, Varrone, Don Juan e gli altri: gente felice, sorridente, che parlotta e mangia con una goduria contagiosa.

La gente cerca i piaceri, il brivido, l’atmosfera: nei ristoranti di carne trovi tutto questo. Se sono sempre strapieni, un motivo ci sarà. Se ci sono aperture dopo aperture, idem. Il nuovo El Carnicero avrà 300 coperti: un locale insalatoso al massimo ne ha 35. Fate voi.

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