Dispenser, si o no?

Arianna dalla Zanna. E’ l’importatrice e la distributrice in Italia dei dispenser Eurocave. Sette domande e sette risposte. Per chi puoi la volesse contattare, ecco dove: arianna@winecave.it.

  • Quali sono i punti forti del dispenser?
  • L’erogazione automatica e precisa della mescita a bicchiere, poi la durata del vino.
  • I punti deboli, invece?
  • Il sistema di pulizia e manutenzione. I costi aggiuntivi – azoto o argon- e il modo di servire il vino.
  • Le differenze fra il dispenser e il Coravin?
  • Credo che siano due concetti lontani e difficili da paragonare. Il Coravin é un prodotto che si addice meglio al mercato privato. Al ristorante invece, oltre alla lentezza del servizio, mi pare poco professionale arrivare al tavolo con questo sistema, per non dire che poi viene a mancare anche il gesto poetico. E’ un fatto psicologico: veder aprire una bottiglia di una certa importanza è come aprire un pacco di natale, ma qui a dire il vero il discorso vale anche per i dispenser: ripeto, viene a mancare la poesia nel versare il vino nel bicchiere.

  • Chi lo ha inventato, ovvero Riccardo Gosi, sostiene che è stato creato per la somministrazione del vino e la sua conservazione, ma poi il mercato ci insegna che il dispenser oltre a conservare e somministrare è un grande strumento di marketing. Secondo lei il vino si vende di più, con il dispenser?
    – Certamente, altrimenti sarebbe un non senso: un ristoratore a che pro lo acquisterebbe se non lo vendesse? Il dispenser ti offre la conservazione della bottiglia aperta, la precisione nella dose, poi il tradizionale e professionale servizio del vino a bicchiere.
    – Per quello che riguarda le bottiglie pregiate, la clientela apprezza la vendita alla mescita?

– Sì, perché economicamente è più avvicinabile un bicchiere, piuttosto che una bottiglia intera; inoltre si ha la possibilità di assaggiare più tipologie di vini, anche confrontandole tra di loro. Potrebbe essere anche un buon metodo per imparare a capire quale fosse più consono ai miei gusti.

  • Chi ha il dispenser non riesce a portare la bottiglia al tavolo: lo possiamo considerare un problema?
  • No, perché sono due sistemi di vendita diversi: la bottiglia si apre solitamente se a tavola ci sono più persone, il bicchiere è più vendibile a chi si siede da solo oppure in due, dove magari l’altro non beve. Spesso consente ad un appassionato di assaggiare un vino al di là della bottiglia scelta inizialmente per accompagnare il pasto.
    – Il dispenser aiuta a vendere di più i vini costosi, oppure quelli meno importanti?
  • In teoria, dati i costi delle macchine, dovrebbero essere previste per la vendita di certe etichette. Per fare un esempio, forse non si ordina una bottiglia di Gaja, ma un bicchiere sì. Così facendo il ristoratore ci guadagna anche di più.

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