San Valentino a casa o in un fine dining?

San Valentino: cucinare nella maniera più amorosa possibile per lui (o lei), oppure uscire in un fine dining dove potresti andare per i restanti 364 giorni? Per me la prima.

Anche perché i menù degustazione creati per l’occasione dagli stellati e super stellati sono davvero troppo, sanno di forzatura. Non come costi, quelli sono relativi, ci va chi se lo può permettere, e ci sono tantissimi. Il punto però è un altro.

Sette portate, oppure quattro, sono davvero un preambolo amoroso? No. E’ una serata davvero romantica se la si divide e condivide con lo chef, il maitre, il sommelier e i camerieri? No. Forse farai colpo, forse la farai contenta, forse la impressioni, però è indubbio che la serata la si può passare in un modo più romantico e intrigante.

Okay le coppie giovani che escono a cena, per loro è davvero importante, ma per gli over trenta e quaranta vale la pena spendere come a Capodanno per stare assieme ad altre 20 coppie? No. Anche perché si presuppone che i giovani non possano vivere da soli, di conseguenza uscire a cena per San Valentino vale doppio. Ma gli altri, che si presume abbiano la propria casa, per davvero considerano una gran cosa festeggiare spendendo una botta di soldi per non avere nemmeno l’intimità?

Per altri si, per me no, Per quel giorno penso valga di più stare a casa da soli e cucinare due piattini che profumino di sentimentalismo puro. Valgono molto di più, con la stanza da letto anche molto vicina. In un risto che propone il menù degustazione si va per le lunghe, troppo.

Rimane solo da capire quali piatti preparare. Quelli che piacciono a chi cucina o all’altro?
Certo, ognuno intende il romanticismo a modo suo, chi a zero e chi a mille, però quella sera, almeno per il mio modo di intendere i rapporti amorosi, non ha molto senso sorbirsi una serata in un fine dining dove per l’occasione paghi come a Natale: ripeto, hai tutto l’anno per andarci.

Non vale anche perché sarete in cinquanta, oppure sessanta, il che è tutto tranne che intimo. A meno che non siate così innamorati da creare una specie di bolla attorno a voi.

Cucinare a casa. Al massimo prendere i cioccolatini da uno figo, tipo Pascal Caffet (io uno li prendo lì, voi non so: no, non è una marketta, ci mancherebbe la facessi poi per due cioccolatini)

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