La critica che allontana la clientela

Per tornare un attimo alla festeggiata di ieri, Alessandra Civilla. E’ popolare e apprezzata come poche, lo vedo ad ogni post: i like valgono nulla nella vita, ma sono un indice di emotività e, appunto, popolarità.

Ora però forse si arrabbierà perché le creerò qualche grattacapo. I fatti dicono che si fa fatica a trovare un tavolo da Alex, al suo ristorante. Si mangia molto bene, lo dicono tutti, ma proprio tutti. Riempie e fa numeri da sballo. La critica gastronomica la guarda con sufficienza, probabilmente perché non si atteggia a guru alle vongole, perché non inventa discorsi pallosi sulla qualunque: etica, sostenibilità, piatti creati ricordando un viaggio in Nepal, un altro mentre pregava al tempio di Nosferatu e amenità del genere. Semplicemente fa la cuoca, di conseguenza si concentra sui piatti e sulla sua attività imprenditoriale. Fa da mangiare bene, incassa, guadagna, tutti contenti.

A 100 metri di distanza accade esattamente l’opposto. Un ristorante preso in braccio dalla critica e per questo vuoto. I fratelli Bros. Quando la critica ti esalta troppo, la gente, probabilmente la stessa gente che va da Alessandra, annusa l’esagerazione e se ne sta alla larga: sente odor di forzatura.
Certo, ora qualche saputello con la forfora ci sbrodolerà che sono due mondi diversi: grazie, le frasi fatte le sappiamo a memoria.

Fino alla prova contraria uno va al ristorante per stare bene e per passare due, tre ore assieme alle persone che ama, che apprezza o quello che volete.
Se da Alessandra vanno in 100 e di fronte vanno in 7 un perché ci sarà. Uno dei motivi è questa finta aura appiccicosa che i Bros pare non riescano e non vogliono togliersi di dosso, questa etichetta di cucina ricercatissima che significa nulla.

Non ho nulla contro i Bros, anche se immagino possa sembrare il contrario (non li conosco nemmeno): il concetto è un altro. Per colpa di una dozzina di giornalisti che si credono più intenditori degli altri (si autodefiniscono superiori a prescindere), i Bros stanno diventando antipatici al mondo intero. Mentre Alessandra, che non ha la presunzione e nemmeno la minima intenzione di raccontarci storie pallose e filosofie tediose, è simpatica a tutti.

Quelli con la stampa saputella a favore sono vuoti, la cuoca che pensa solo a far bene da mangiare è piena. Lo scontrino sarà più alto dai Bros, ma non è che da Alex ti regalano la cena.

Morale, certi giornalisti, pur di sgomitare e di voler dimostrare a tutti i costi quanto siano degli intenditori, rovinano delle attività commerciali. Perché la ristorazione resta e resterà sempre una attività commerciale. mentre parlare ai congressi vuol dire solo parare ai congressi, nulla di più nulla di meno.

C’è un altro caso simile in montagna, tanta stampa invitata a scrivere bene e di conseguenza coperto zero. Ma non mischiamo le cose, uno alla volta.

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