Doppio turno, ma per piacere

Questa storia dei due turni è pura utopia. Oppure pura commedia, come volete. Non funzionerà mai. Ogni paese ha i suoi ritmi, piaccia o no. Da sempre in Italia la gente se ne è infischiata dell’orario della prenotazione, venendo con le solite scuse: non hanno trovato parcheggio, hanno fatto tardi in ufficio, il gatto aveva la febbre, il bambino doveva fare la pupù. Tutte cose non vere, così che si arrivava tutti alle 20,30, intasando la cucina.

Come potete immaginare di cambiare la testa della gente, per di più quando si tratta di una cena, ovvero puro piacere? Nessuno vuole stare alle regole, per di più imposte da un ristoratore che, inutile far fin finta di nulla, considerano un sottoposto che deve stare ai loro capricci (perché pagano e il cliente ha sempre ragione).

In più la gran parte della gente esce a cena per tirar tardi, non per stare con l’orologio in mano. Lo considereranno stressante e di conseguenza o non verranno, o non si alzeranno.

Ci ha provato a farlo Ilaria Puddu nelle sue pizzerie (Marghé), perché aveva sempre la coda fuori: ma la pizza vuol dire una sola portata, non puoi stare due ore davanti ad un piatto vuoto, lì hai vita più facile.

Per cui scordatevi la gente disciplinata che si alza con immensa gentilezza, preoccupata di lasciare il posto al prossimo.

Certo, sono discorsi che piacciono, questi dove si immagina la gente ligia e rispettosa, sensibile e gentile. Sono parole piene di nulla, pane per il politically correct e per giornali che non hanno mai avuto una opinione forte in vita loro, edulcorando sempre tutto. Ma sono solo menzogne. E nemmeno fanno ridere.

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