Il delivery di Varrone

Excelencia o muerte. La prima volta che abbiamo letto la frase ci è venuto da ridere. L’avevamo vista sulla cover del telefonino di Massimo Minutelli, patron de La Griglia di Varrone.

Poi, una sera, quando è arrivato il ragazzo delle consegne, abbiamo avuto un sussulto: le parole troneggiavano sul sacchetto nero del suo ristorante.

Ammettiamolo, l’impatto è forte: non sai nemmeno come comportarti, quando hai fra le mani un sacchetto con una tale scritta, da gladiatore. Però Massimo é così, vuole distinguersi sempre, comunque e ovunque: chapeau, è un numero uno assoluto e lo dimostra ad ogni occasione, anzi, ci tiene a farci ricordare chi domina in città. Lo scettro è suo, oggi come ieri.

Ora, la carne. E’ arrivata intatta, a temperatura ideale, nonostante almeno dieci minuti di viaggio, fra il ristorante di Corso Garibaldi e casa nostra. Certo, mancava quel rumore viscerale che tanto piace a noi carnivori, quel sfrrrrr orgasmico e impareggiabile che ti cambia la vita e ti fa sentire il re del mondo, che ti fa salivare e sobbalzare sulla sedia, appena vedi il cameriere avvicinarsi. Ovviamente il profumo era meno forte, meno selvaggio e primitivo, però ne vale la pena ordinarla, la qualità resta inalterata, ci mancherebbe. Il suo delivery è rischioso viste le pietanze, però ha vinto anche stavolta. La purea al tartufo era ancora calda verso il tiepido. Idem per gli antipastini, leggi il prosciutto iberico e i tacos al prosciutto e maionese. Il pan de cristal con il pastrami di black Angus grondava succosità e voglia di azzannarlo. I polpastrelli danzavano appena l’hanno visto. Ti sporchi le labbra e le dita e ti piace farlo, provi quella decadenza porcellosa difficile da raccontare. Ci sono tanti tipi di carne (la pluma di Patanegra Joselito, il Ribeye Prime Kansas Ranch, il Denver Steak Prime e via dicendo) e di antipasti, la scelta è ricca, ricchissima, in pieno stile Massimo, che vuole sempre ammaliare il cliente.

Provatelo, il suo delivery, anche a quarantena finita, perché andrà avanti. A onor di verità si ordinava anche prima, però nessuno ci badava. Nei prossimi mesi cercherà di incrementare il tutto, anche per via della imposizione degli spazi nel ristorante: dovrà fare a meno di un buon numero di tavoli, il che è un problema per gli incassi futuri. Da cento coperti presumibilmente si arriverà ad una quarantina, una bella botta per un ristorante che andava a manetta: era impossibile trovare un tavolo libero.

Tornando al delivery, si ordina sul sito, ci sono abbastanza piatti da metterti in difficoltà. Una goduriosa difficoltà.

Excelencia o muerte. Intanto l’excelencia. Per la muerte facciamo con calma.

Un’ultima cosa: le consegne avvengono soprattutto via mymenu.it. A Massimo piacciono perché sono italiani. Italianissimi.

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