Gli assi del delivery

Scende in campo il Real Madrid e all’improvviso cambia la prospettiva. Il delivery all’inizio della clausura veniva visto come qualcosa di simpatico, quasi frivolo. Una scossa di piacere in un giorno altrimenti sciatto. Alcuni guardavano con tenerezza, altri con il complesso di superiorità. Tradotto, che carini, ma io non mi abbasserò mai a sporcarmi le mani con piccolezze, io solo se si incassano soldi veri. Poi pian piano la situazione è cambiata, anche se continuava a essere vista come utile disperazione.
Quelli che hanno sempre dovuto contare solo sulle proprie forze non hanno badato ai commenti e hanno fatto il loro, come prima. Le formichine, i milanesi operosi, vedi Andrea Provenzani, hanno continuato a migliorare il servizio, proponendo dei menù nuovi ogni settimana. Dopo i 580 piatti di Pasqua ora si viaggia con una media di 235, il che è un buon risultato. Questa settimana lasagne al pesto, moscardini, paccheri e tiramisù, per elencare solo alcuni. Priyan Wicky da tempo vende l’intero menù degustazione (ripetiamolo, purtroppo non è stellato come qualcuno ha scritto giorni fa, ma non possiamo pretendere la luna)

Ora però scendono in campo i pesi massimi, i pezzi da novanta: Masuelli, Varrone e per ultimo Gong.
Ora la domanda è: con l’arrivo del delivery da Champions League, cambierà la percezione? Certo che sì. Si entra in una nuova fase.

Ora si farà la gara fra i campioni, chi avrà il delivery migliore. Il settore ha solo da guadagnare. La sensazione è che alcuni non riescono a inquadrare il periodo, troppo presi dalla propria immagine e dalla certezza che per due piattini non si deve nemmeno scendere dal letto.

Intanto Giulia Liu cala gli assi e inizia il suo delivery. E lancia la sfida agli numeri uno. Non è più tempo da delivery per noia o per sbarcare il quotidiano. E’ già Real Madrid-Barcellona.

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