Il peggio sta per arrivare

Se pensavate di aver visto il peggio delle persone, resterete delusi. The best is yet to come, dicono gli anglosassoni: il meglio sta per arrivare, solo che qui sta per arrivare il peggio.

Gli orfani della ristorazione gratis e quelli che vivevano per farsi adulare e ammirare (per lo meno è quello che si illudevano loro) non sanno più come farsi notare. Vivono questo periodo con un’angoscia pazzesca, temono di scomparire (ovviamente nessuno penserà che qui si parli di loro):

Pubblicano la qualunque, anche due post patetici al dì con l’intento disperato di ricordare al mondo che esistono (tanto venivano contattati e intrattenuti solo in caso di necessità per un articolo, mica per simpatia). Ricette, commenti ai post degli altri, dove cercano di essere frizzanti e ironici creando l’effetto completamente opposto, ovvero quello del gesso sulla lavagna.

Vien voglia di dir loro “fermati, non hai idea di quanti in privato ti prendono per il sedere, anche se pubblicamente ti dicono che sei la migliore”. Ma loro continuano, ossessionati dall’essere dimenticati, come se poi a qualcuno mancassero per davvero.

Una pletora di pr che applaude la pletora di giornalisti con l’unico scopo di non essere finiti nel dimenticatoio e viceversa. Si annunciano mesi difficili, perché difficilmente si potrà sorseggiare gratis dello champagne e dei vini francesi. Si, c’è gente che, seppur invitata dal ristoratore, pretende solo bollicine costosissime e vini pregiati d’Oltralpe: ma li mortacci vostra, con i propri soldi non comprate nemmeno il prosecco, però quando venite invitati fingete di fare i viveur. Non ci saranno aperture di nuovi locali, eventi ancor meno: un disastro.
Sarà dura per chi viveva quasi esclusivamente per portare in giro la consorte a mangiare gratis, o farsi ammirare (tanto tutti mentivano, ma alcuni ristoratori vivevano con il terrore di non adulare abbastanza la megalomane di turno).

In qualche modo stanno già cercando una strategia: con la scusa di capire il livello del delivery, chiamano con insistenza i ristoratori: i quali, esausti, alla fine mandano un pacco con dei viveri. Notate bene, non lo mandano loro di propria iniziativa: dall’altra parte del telefono si insiste così tanto da non poter dire di no. Ti sfiniscono. In più. Non si vergognano, mentre il ristoratore sì, si vergogna davanti a cotanta insistenza e alza bandiera bianca.

Forse Camilla Baresani dovrebbe scrivere il sequel del libro I sbafatori. Titolo: “Si torna a pagare”. Ma certa gente non pagherà mai. Cercherà di farsi mandare a casa il delivery, oppure di invitarsi al ristorante dopo l’apertura, con la scusa di voler capire come stanno andando le cose.

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