Paolo Giacalone, l’uomo che sussurra ai gamberi

Food morning

Eccoci. Si comincia. La prima storiella. Un po’ endorsment, perché il personaggio se lo merita. Si, Paolo Giacalone, l’unico pescatore che vende direttamente i suoi crostacei ai ristoranti. Rosso di Mazzara, questo il nome della sua piccola azienda, che poi è un gioiello, un diamante vero e puro. “Siamo pescatori e non commercianti”, racconta fiero. Nella storiella, un vero inno alla sua Sicilia, c’è anche un pizzico di giornalismo serio, perché l’uomo ha rivoluzionato il mondo della pesca, utilizzando una sostanza magica al posto dell’ammoniaca, un antiossidante miracoloso importato dalla Scozia. Così, il gambero sa di gambero al milione per cento, i crostacei non hanno quel retrogusto spiacevole di solfito di sodio. Chi assaggia un suo prodotto non riesce a tornare indietro; confermo.

La storia è anche piena di dati, perché Paolo riesce a vendere dodici tonnellate di gamberi al mese, la gran parte con il pagamento anticipato visto che i suoi clienti, da Hong e Singapore, sono gente seria. C’è anche un lato emotivo, perché gli manca il mare. “Non usciamo dalla fine di aprile. Si, potevamo lavorare senza problemi, qui sono stati solo tre casi di covid e in più si andava lontani dalla terra ferma. Abbiamo messo nel freezer i nostri gamberi, poiché è tutto fermo in giro per il mondo. Possiamo tenerli lì per un anno e mezzo a meno 20 gradi, restano in condizioni perfette. Per ora riusciamo a vendere solo a qualche privato in Italia: 200 chilogrammi al mese, niente di più. Possiamo spedire solo sul territorio nazionale, con il ghiaccio secco, che dura fino alle 48 ore. Mi manca uscire alle cinque del mattino, ascoltare il mare e sentire il vento. Noi non facciamo un lavoro qualsiasi, è impossibile raccontare quello che proviamo. Si, sto bene a casa, però vorrei tornare a pescare, la pesca è la nostra figlia, non un lavoro. Si vedrà dalla prossima settimana”.

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