Pescaria, mon amour

Food morning

Ciao. Sono Domingo Iudice. Oggi riapriamo Pescaria a Milano e siamo molto fiduciosi. A dire il vero non abbiamo mai chiuso. Il delivery è andato benissimo, tant’è vero che rispetto ad un mese normale abbiamo fatto quasi lo stesso numero di ordini sia a marzo che ad aprile. Solitamente emettiamo 200-220 scontrini durante il giorno, con il 70 per cento all’ora di pranzo. Non siamo andati lontani in questo periodo, forse un 10 per cento in meno. La gente ci ha cercati in tutti i modi, al telefono, online: siamo davvero fortunati ad avere una clientela del genere, come si fa a non stare vicino a loro? Vanno a ruba le fritture, poi i panini con tartare di tonno e quelli al gamberone, quello con il polpo fritto, i chips.
A Polignano va oltre ogni immaginazione, pensate che facciamo consegne anche a 40 chilometri di distanza, perfino a Bari. Ieri alle 12.30 eravamo già arrivati a 67 ordini.
Ecco, la clientela mi ha sorpreso molto anche per come si è comportata in questo periodo. Mi hanno deluso invece le persone che stanno legiferando. Mi sarei aspettato qualcosa di diverso, che educassero la gente e dire: “Signori, per qualche mese dobbiamo abituarci ai bicchieri e ai piattini usa e getta, non ha senso fare i nostalgici”.
Ci stiamo organizzando per far fronte alle nuove regole, da oggi parte la nuova comunicazione: sul sito (www.pescaria.it), ci sarà la possibilità di ordinare online e poi venire a ritirare. Ogni ordine sarà sigillato. Dovremmo a malincuore sospendere il banco dei crudi, ma solo fino a fine giugno. Per quel periodo è previsto anche il cambio del menù. Si, siamo molto fiduciosi, anche se nei prossimi mesi non sarà possibile toccare i picchi dei venerdì e dei sabati di prima”.

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