Godiamo con Godo

Delivery, siamo ai titoli di coda. I ristoratori si concentrano sulle aperture vere e proprie, ormai nessuno parla di packaging e piatti giusti o meno per l’asporto. Visti i risultati di alcuni, direi meno male.

Godo arriva per ultima, però si prende tutta la posta. Full d’assi. Godo, un nome un programma. No, non sono italiani, sarebbe troppo bello se un’azienda nostrana irrompesse sul mercato chiamandosi così. Hanno indovinato tutto, ma proprio perché lo fanno di mestiere e lo fanno da anni. Guardate che idea: barattoli. Di vetro. Si, barattoli di vetro, per mantenere la temperatura intatta. I paccheri di Gragnano con ragù di fassona sono arrivati così bollenti da dover aspettare. Ho fatto perfino una breve telefonata, attendendo che si raffreddassero un attimo. Le polpettine, idem. Bocconcini porcellosi, golosi, come se fossero quelle della nonna (si, la vostra fa le polpette migliori al mondo, okok andiamo oltre). Temperatura perfetta, dunque. Fosse solo quella. La focaccia arriva calda, profumando di teglia e forno. La calamarata spacca. Il packaging pure. E poi il gusto, perché ricordiamocelo, non mangiamo il marketing, anche se spesso aiuta e altrettanto spesso inganna.

Godo. Sono inglesi. A Londra puoi seguire l’arrivo dell’ordine tramite il gps. Sai quando apparecchiare, al minuto. Direte, che ne sanno loro di cibo e simili? Giusta domanda. Hanno chiamato un italiano. Arrigoni. Tommaso Arrigoni. Ha messo in piedi il tutto anni fa. Ora eccoli sbarcare in Italia.

Piatti ricchi e menu altrettanto ricco (date uno sguardo, www.mygodo.com) Prezzi modici. In più vi rimangono i barratoli, sempre utili. La prossima volta provo la pasta all’aragosta e il salmone alla mediterranea, perché dalle foto promettono bene. Perché si mangia anche con gli occhi, no?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *