Lei e l’appetito

Se vi siete innamorati di una donna con un gran appetito, tenetevela stretta. Strettissima. Amatela ancor di più. Sposatela. Forse non vi rendete conto della fortuna che avete. Ovviamente, il discorso vale solo se pure voi amate mangiare bene (bene, non tanto: c’è differenza, difatti ho detto appetito e non fame).

Se avete fatto caso, anni fa, a Milano, la ristorazione fu cambiata e rovinata dalle donne. Porzioni mini, niente sale, niente burro, niente carboidrati, niente di niente, insalata e pesce bianco.

Nel 2014, quando si poteva ancora scrivere un minimo di quello che si pensava (ora i giornali hanno deciso di fallire, scrivendo in una sola direzione: mentono a loro stessi e di conseguenza falliscono, perché le persone mica pagano un giornale per sentirsi presi in giro), Camillo Langone sostenne che “le donne, in particolare le giovani donne, stanno uccidendo la cucina tradizionale.
Un crimine di cui le sospettavo da tempo ma solo da poco ho cominciato a raccogliere le prove, da quando un bravo cuoco del Cremasco mi ha confidato, con voce mesta, che nel suo locale è stato costretto a inserire in carta qualche piatto di pesce. Perché costretto? gli ho chiesto facendo il finto tonto. Perché, mi ha risposto, i giovani e le donne, e quindi in particolare le giovani donne, i tipici piatti cremaschi a base di maiale e di oca non li vogliono nemmeno vedere da lontano, e se io insistessi con una cucina tutta di territorio il mio locale morirebbe con la morte dei miei vecchi clienti. E allora vai di branzino e di spada, pesci il cui successo dimostra, fra l’altro, che quella del chilometro zero è una moda squisitamente mediatica e verbale: branzino e spada, nella Bassa Lombarda, non sono a chilometri zero, sono a chilometri mille”.

Per cui pensateci bene alla fortuna che avete. Nel caso ce l’aveste, ovviamente.

Foto: Monica Cordiviola

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