Gentile Signor Cipriani, le scrivo

Lettera aperta al Signor Arrigo Cipriani

Gentile Signor Arrigo, Come sta?

Spero tutto splenda.

Intanto le vorrei fare i miei complimenti per i fatturati e per l’idea del Harry’s Bar: tanto di cappello, onore al merito. Nessuno fattura così tanto per caso. Chapeau.

Poi però, avrei da farle alcune domande semplici semplici. Cominciamo dalla trattoria a lei così cara. Così cara da non averne mai aperta una. Ecco, la prima domanda sarebbe questa: non le vien da ridere suggerire agli altri di puntare sulle trattorie, quando lei per primo non ne ha mai aperta una?

Certo, lei ha pensato in grande: gli Harry’s Bar sono per una clientela altolocata e molto fidelizzata. Una sorta di club, dove ci si sente protetti e serviti come a casa propria, E dove tutto costa carissimo, segno che la trattoria non le è mai sembrata un’idea così vincente, altrimenti ne avrebbe aperto una dozzina. Per cui le trattorie ai pezzenti, i club a lei. Non ne dubito che da lei vale ogni centesimo speso, tuttavia lo scontrino medio nei suoi locali è molto più alto di un menù degustazione da lei così odiato. Non si esce da Harry’s senza aver lasciato minimo minimo 150 euro a testa.

Ecco, a proposito di menù degustazione e stellati: ma a lei, esattamente, Cannavacciolo che male la ha fatto? Cosa l’ha urtato così tanto? Il fatto che abbia pubblicato dei libri di ricette? Avesse scritto romanzi, oppure poesie mielose avrei capito, ma se uno chef (scusi, un cuoco) pubblica delle ricette, dove sarebbe il peccato? Un cuoco molto bravo pubblica libri di ricette. A me pare più che normale. A lei no. Amen. Aggiungo: si vendono anche bene, i libri di Antonino (mi sa sulle 4.000 copie, solo Cracco vende di più)

Poi, il suo odio per la tv. Certo, lei fa parte di quella generazione cresciuta senza televisione. Oddio, in realtà ai suoi tempi c’era la Rai 1, ma qui si tratta di una tv punitiva, pedagogica e ostile alla gente (nulla è cambiato fino ad oggi). Se lei fosse della generazione dei Cannavacciolo, ora sarebbe giudice come Joe Bastianich, pure lui ristoratore. E forse avrebbe gradito.

Ultima domanda, che in pratica la faccio io perché sicuramente gli altri giornalisti italiani, per pura dimenticanza, non gliel’hanno mai fatta. Lei ora può mettere piede degli Stati Uniti? Spero di sì. Perché a quanto pare continua ad avere dei grossi problemi con la giustizia americana. In realtà ne ha sempre avuti. Ricorda?

Nel 2007 siete stati considerati colpevoli di non aver versato 10 milioni al fisco. Evasione, pena la galera. Avete patteggiato: pagare in tre anni. Non so com’è finita, mi informerò.

Nel 2008 le viene chiesta la revoca della licenza per la vendita degli alcolici.

Nel 2009 viene denunciato da un gruppo di suoi dipendenti per la violazione della legge sul lavoro.

Sempre nel 2009 la società Tishman Speyer le ha consegnato un avviso di sfratto, costringendola a chiudere il ristorante Rainbow Room, all’ultimo piano del Rockfeller Centre, celebre per la vista mozzafiato su New York.

Nel 2010 la banca Capital One ha messo all’asta i suoi mobili per via di un debito non pagato di 4 milioni. Scrisse, il New York Post: “Potrebbero essere costretti a vender tutto, compresi i lavelli della cucina”.

Mi fermo qui con l’elenco, sennò diventa noioso, ma sicuramente tutto ciò le verrà chiesto nella prossima intervista (ovviamente sto scherzando, quando mai: tutti sempre in ginocchio).

Ora, per carità, si possono avere dei problemi, una seconda e una terza chance va data a tutti negli Stati Uniti, meno male.

Però la mia domanda era: davvero lei pensa di poter impartire lezioni sulla ristorazione? Certo che sì, chi non potrebbe farlo, è pieno di professori. Però ecco, io uno al suo posto non farei tanto il galletto, visto che spesso i conti sono andati male. E al massimo parlerei dei miei Harry’s Bar e non di trattorie che non ho mai avuto alcun interesse di aprire. In quanto a Cannavacciolo lo lascerei stare. Non ha fatto male ad anima viva. E non ha mai rischiato la galera per via dei guai con il fisco.

Cordialità,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *