Cucinare bene. Stop

Tutti vogliono comparire sui giornali. Tutti sono convinti di meritarselo, di sicuro molto più di quelli che stanno sulle pagine dei quotidiani e simili. “Come ci riesce quello lì, mentre io che faccio la pizza migliore del mondo invece no”. Sostituite pizza con carbonara, fa lo stesso. Sulle pizze però l’isteria è più rumorosa.

Ricevo sempre dei messaggi del genere. Non tantissimi, va detto: sono gli altri che si sono montati la testa a tal punto da postare “mi state scrivendo in tantissimi”. Si, come no. In quanti? In 4? Megalomania portami via.

Più o meno i messaggi iniziano una piva così. “Faccio 100 coperti ogni sera e nessuno scrive di me”.

Facciamo ordine.
Intanto, onore al merito. Dovreste essere felici di riempire il locale: in fin dei conti lo scopo di un cuoco è questo, no? Far venire e tornare la clientela. In più, se riempi puoi star tranquillo a fine mese: lo stipendio arriva, visti gli incassi. Già questo non mi pare poco, anzi.
E poi mettiamoci d’accordo: siete sinceri quando scrivere che la vostra felicità è veder riempire il ristorante, oppure è solo una frase da finto umile?

Penso che un ristoratore, quando vi mette sotto contratto, lo fa con la speranza di veder tornare la clientela, in tal modo da poter portare avanti la baracca. Il compito si esaurisce qui. Niente di più niente di meno.

Capitolo stampa. Da una parte si deve proporre qualcosa di insolito. Se fai una buona carbonara e dei branzini al sale non si può pensare di attirare l’attenzione dei giornalisti. Ora non iniziate a dire che voi avete nel menù anche la ricciola marinata con lo yuzu, fa lo stesso. E non cominciate a sbizzarrirvi e a snaturarvi solo perché così pensate di avere qualcosa da raccontare. Continuate a fare il vostro.

Siate concreti. Lasciate stare le piccole vanità, perché oggi come oggi non c’è soddisfazione maggiore di avere lo stipendio garantito a fine mese, ogni mese.

Poi ricordatevi che solitamente chi compare spesso sui media fa due coperti. E’ un meccanismo pittoresco, ne ho parlato cento volte. Se una certa stampa ti abbraccia, hai perso i clienti.
Immagino la vostra delusione, però è meglio fare cento coperti ed essere ignorati dai giornali che non avere cento articoli e cinque coperti.

Certo, i giovani scalpitano, sgomitano, vogliono far parlare di sé, sognano copertine e presenze nei programmi tv.

State tranquilli. Se state facendo qualcosa di speciale la voce gira, il passaparola funziona e qualcuno dalla guida e dalla stampa che conta arriverà. Non ci sono ragioni nascoste, non pensate che non ci arrivano perché non offrite pranzi gratis e simili. Ricordate anche un fatto assai elementare: nessuno deve nulla a nessuno, per cui non è che ci sono degli obblighi nei vostri confronti.

Ma soprattutto non sentitevi sminuiti se non si scrive di voi. Si può fare un ottimo lavoro, ma senza proporre nulla di particolare. Continuate così, senza strafare. Siete lì per riempire il ristorante, non per uno shooting fotografico.

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