Briatore e gli urlatori seriali

Pizza. Briatore. Orrore. Uno scandalo. Urlate. Siete avvelenati. Da giorni sbrodolate istericamente le vostre conoscenze nel merito. Impartite lezioni. Non richieste, ovviamente. Picchiate nervosi sui tasti. Al rogo al rogo. La pizza si fa solo come lo sapete fare voi. Siete insieme custodi e sceriffi. Intenditori e maestri. Che bello. Dai, mi alzo e vi applaudo. Scherzo, manca solo questo. Però vi piacerebbe, eh?

Comunque. Nessuno ve l’ha imposta. Tranquilli, siete salvi. Potete continuare con la meravigliosa pizza del cuggggino. Tre euro, il bordo perfetto, il pomodoro, si vede il mare, non darete mai quei soldi a Briatore. Perché, avevate nei piani una gita a Monte Carlo? Vi stava aspettando? Avevate prenotato?

A proposito, la pizza di Cracco va e vende come un treno. A quanto pare i vostri strilli sono serviti a poco. Strano, eh? Vi aspettavate le scuse dello chef e il ritiro della pizza stessa dal menù. Un referendum su come dovrebbe essere quella nuova. Diritto al voto e al giudizio solo a voi. Sarà per la prossima volta. Forse.

Certo, la gente è abituata a mangiare male. Ha l’anello al naso. Mangia la cacca, come dicono i francesi. Certo, mangia la cacca solo quando va da un altro. Se viene da voi è gente che ci capisce. Non vi vien da ridere per quanto siete patetici? No, ovviamente no. Aaaah poi la mamma. La vostra la fa meglio. C’è qualcosa che la vostra mamma non fa meglio delle altre sette miliardi di persone? No. Ovviamente no.

Dunque la gente mangia male. E dunque? Che vogliamo fare? Può mangiare solo dopo aver seguito un vostro corso della durata di due anni, perché siete anche logorroici?

Vi pare che la clientela di Briatore sia interessata spasmodicamente alle dimensioni del canotto? E’ gente che semplicemente accanto ad un cocktail vuole mettere qualcosa sotto i denti. E’ buona? E’ cattiva? Bella? Brutta? Chi se ne.
La vita va goduta e ognuno prova a farlo a modo suo. A Monte Carlo ti fanno entrare nelle pizzerie di Briatore anche senza un attestato di conoscenze sul lievito. Ho letto che c’è fermento sui social contro il disco della pizza. Ah beh, allora chiudiamo il locale. “Piace solo ai turisti”, dice uno. Perché, a chi dovrebbe piacere? Chi passa da Monte Carlo, la nonna Pinna?

Rilassatevi. Lo so. E’ dura. E fatevi una ragione, non siete l’ombelico del mondo. Per molti una pizza con un gin tonic è solo una pizza con un gin tonic. Gli impasti, i lieviti, le ore dello stesso lievito, è tutto più che secondario. Poteva farla meglio? Non lo, mai assaggiata.
In un locale si va per altro, si va come ad uno spettacolo. Guardi le schiene arcuate delle donne, i loro sorrisi, gli abiti succinti, i jeans attillati. Vai per l’energia del posto. Per la musica. La realizzazione della pizza è l’ultimo dei problemi. Avesse aperto una pizzeria gourmet si poteva obiettare.
Briatore non vuol vincere i mondiali della pizza. Vuole far divertire la gente. E fare soldi. Se ci riesce ha vinto lui. Pizza o non pizza.

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