Il peggior sito di food. Gastronomika

E’ il peggior sito di food che ho mai visto, anche se va detto che ne guardo davvero pochi pochi pochi e forse faccio un torto a qualcuno. Però di sicuro un nuovo prodotto editoriale (insomma) ha senso di esistere solo se porta un qualcosa di rivoluzionario, di sorprendente, di frizzante, di ficcante. Ha senso solo se lascia il segno, non se ripropone le solite ricette e simili. E invece é bolso e sciatto, grigio e scialbo, noioso e piatto, privo di fosforo e di una qualsiasi idea, però pieno di boria e presunzione. Peccato, perché il sito madre, Linkiesta, è forse il giornale più smart del momento: pochi articoli, quasi tutti commenti ed editoriali, tutti scritti benissimo (impazzisco per Guia Soncini, ammetto). Niente cronaca pallosa e inutile, niente notizie brevi per fare dei favori a destra e manca, niente articoli forzati per accontentare registi con la forfora e intellettuali con l’alito cattivo (si lavano poco, va detto). Linkiesta è davvero figo figo figo, Gastronomika è invece la tomba della passione. Scritto male che peggio non si può, eppure esaltato dai soliti pr e uffici stampa che sperano di piazzare i loro clienti in cambio di complimenti e simili.Quando aprì Gastronomika ci fu la gara a chi mente di più e con più solerzia: nessuno voleva perdere l’occasione di farsi notare. Allargando il discorso, se vai a vedere chi mette like ai giornalisti del settore sono solo e sempre loro: non vogliono mancare mai, temono ritorsioni. Qualsiasi boiata scrive un così detto critico (ciao Pep), loro riempiono la bacheca con scemenze del tipo “che bella”, “sei bellissima”, “sei la numero uno”. Poi in privato dicono “Devi morire per quanto sei scema”. Giornaliste che si vestono da brividi e ricevono super complimenti, altre che mettono un pollo in forno, oppure scrivono “oggi è lunedì” e tutti a sperticarsi in lodi. Si mente sempre e comunque, è una gara quotidiana allo squallore umano. Ecco, sono questi che esaltavano ed esalteranno Gastronomika, sono questi che ora scriveranno ai redattori “ma no, lascia stare quel cretino di Antognoni (lo sono, tranquilli), il sito è davvero bellissimo”.Cosa non si fa per la recensione di un cliente?Intanto, mi spiace. Linkiesta è di qualità, speravo che pure la costola food potesse essere all’altezza, sarei stato il primo lettore. Invece è una ciofeca con una grafica orribile, una vecchia ciabatta senza identità e senza spunti. Quelli che ambiscono a scrivere per loro e farsi recensire i clienti diranno esattamente l’opposto. In pubblico, ma quello che si dice in pubblico vale meno di zero.

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