Carlo, lo scalogno, lei e lui

“Sei mia. Vieni con me, non possiamo stare uno senza l’altro”.Lo so. Forse è un difetto. Mi innamoro spesso. Ieri. Colpo di fulmine. L’ennesimo. Va detto che mi ha conquistato subito. Appena l’ho vista mi sono avvicinato e le ho sussurrato con tono deciso: “Sei mia, andiamo a casa”. Sembravo Humphrey Bogart. Ho detto sembravo. Lei era bellissima. Parlo come una casalinga vecchio stampo, tutta bigodini e telenovelas con Isaura che non si decide a dire chi è il vero padre del bambino che porta in grembo.A proposito di Isaura e terre sudamericane.Appena portata a casa la padella, ho fatto subito delle prove. Ero impaziente. La sensazione, fantastica. Vedere come scivola il burro, non potete capire. L’uovo puoi, sembrava che pattinasse. L’araucana pareva Katarina Witt, ve la ricordate?Tedesca. Anni ottanta. Impazzivo. Ora mi capita con la cilena.Padella nuova e le uova di Garda Eggs. Uno magari dice: “Sei fuso, amico”. E invece no. Giocare lentamente con la padella è rilassante. Nuova, poi. È scintillante. Ora faccio pattinare lo scalogno. Com’era il titolo del libro? Se vuoi fare il figo usa lo scalogno. Okay Carlo, ci provo. Ci tengo soprattutto, perché oggi tocca a me cucinare per pranzo. Lei arriverà presto. A dire il vero, visto che ha iniziato a piovere mi sa che le piettanze aspetteranno.Life is nowFoto: Monica Cordiviola

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *