Ristolandia, vini rossi a gogo

Accipuffolina. Vivere in Italia è una gran bella fortuna. Ricordiamocelo sempre. I giornalisti pensano solo a lavorare e a essere persone rette, ligie al dovere, a scrivere per davvero quello che succede e soprattutto a comportarsi in maniera elegante. Se solo sapessero cosa accade a Ristolandia! Lì c’è una zozzeria e una pezzenteria comportamentale da far venire i brividi.Pensate che un giorno invitarono una giornalista a recensire un ristorante appena aperto, in pieno centro. Non si sa come, però a cena si presentarono in nove. Si, in nove. Perché la giornalista aveva informato un amico, che si trovava nei pressi. Lui, il principe del mangiare e bere gratis, si trovava sempre nei pressi. Chiamò una sua amica che venne con il fidanzato, il quale aveva una sorella pure lei fidanzata. E così via. Non è uno scherzo e nemmeno una esagerazione. Si aprirono bottiglie costose, tanto pagarono gli altri, cioè i ristoratori. Solo di vini si era attorno ai 1000 euro (si, l’euro è arrivato anche lì). In Italia non accadrebbe mai una situazione del genere, qui i giornalisti si sentono in difetto e sono i primi a dire “no, grazie, non aprire nulla, va bene così”.Lì invece, a Ristolandia, non c’è alcun ritegno. In un altro noto ristorante invitarono una critica. Vabbè, si fa per dire: da quelle parte si fa solo propaganda e promozione, nessuno critica mai nessuno, in Italia invece fioccano le recensioni vere e proprie, con i pregi e i difetti del locale, un altro mondo proprio.Le chiesero se gradisse una bollicina. “Champagne, grazie, io bevo solo champagne”. Va bene Madame. E poi, come vino? “Un rosso francese, perché io bevo solo vini francesi”. Provarono a suggerirle in maniera elegante dei vini locali di ottimo livello, però la così detta critica guardò con il suo solito complesso di superiorità mescolato al disprezzo, per poi aggiungere: “No, io solo vini francesi”.Certo, i vini francesi solo quando non si paga, quando si esce per conto proprio si beve invece un vino di un piccolo produttore locale.Nessuno del ristorante aveva più la ben che minima voglia di continuare a lavorare. Probabilmente tutti sognavano di venire in Italia, dove episodi del genere non accadono mai.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *