L’Ile Douce. Andateci ed esagerate.

No, non concentratevi sulla punta del croissant. Lo so, lo so, pare un capezzolo. I pensieri volano sempre lì. D’altronde nulla accende l’immaginazione più dell’amore. So anche questo, l’amore è desueto. Per voi, forse.

Cambiamo argomento. Harvey Specter. Avete presente? L’avvocato super bello che si veste super elegante e vince tutte le cause. Suits. La serie tv si chiama così. Straordinaria. Un mondo scintillante, aspirazionale e vincente. Ecco, Fabrizio poteva essere come Harvey, difatti ha studiato legge. Per nostra fortuna ha abbandonato l’idea di diventare un avvocato di successo. Se non l’avesse deciso, ora non ci sarebbero delle lunghe code davanti alla sua pasticceria. L’Ile Douce. Douuuuuucccceeeee. Sentite che parola armonica.

Nei fine settimana si aspetta anche 45 minuti prima di entrare. La fila più dolce del mondo.

Da ricordare che la sua gioielleria, pardon pasticceria, non si trova in pieno centro, anzi. Via Lambertenghi. Quartiere Isola. Eppure la gente sale in macchina e va. E’ diventata una vera e propria destinazione. Ovvio, il ragazzo va pazzo per la patisserie francese, la sua è di chiara ispirazione transalpina: burro come se piovesse, tuorli d’uovo come se non ci fosse un domani. Delirio. Svenimenti. Miagolii.

A proposito, Fabrizio lavora assieme alla sua compagna. Fra l’altro, si sposeranno a breve. Auguri. Troppe parentesi aperte. Eravamo rimasti al fatto che avesse scelto il mondo della pasticceria. Ha lavorato assieme a Giuseppe Iannotti e Cristian Milone al Boscolo in Corso Matteotti, albergo diventato leggenda per le pessime gestioni aziendali. Poi ha girato qua e là, prima di aprire tre anni fa la sua, di pasticceria.

Entri da lui e ti gira la testa. Te ne innamori di cento prodotti contemporaneamente. Vorresti assaggiare tutto e subito. Forse non c’è complimento migliore. Andateci. Per una volta l’ingordigia verrà accettata.

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