Auguri, Giulia Liu

Auguri. Perché è il suo compleanno. Lo sanno tutti che sono di parte. La considero una delle mie più grandi e preziose amiche. D’altronde non ci ho mai creduto a quelli che si proclamano neutrali: alla fin fine sono quelli più faziosi, pur sbandierando comicamente il contrario.E’ la mia amica e me ne vanto, ma soprattutto è di gran lunga la più brava e preparata maitre-patron in circolazione.Ho scritto mille volte di Gong e tante altre volte scriverò ancora, però ora vorrei solo parlarvi di lei.E’ riuscita laddove in tanti arrivano solo con le parole, ovvero trattare ogni cliente come se fosse il più importante al mondo. Il servizio è a dir poco perfetto, i camerieri non girano mai a vuoto, non devi alzare la mano per sollecitare la presenza, perché sono sempre accanto a te. Postura impeccabile, voce bassa, passi felpati: sono gli insegnamenti di Giulia.Ha saputo coniugare come nessuna l’eleganza milanese con i modi garbati, attenti e pazienti del mondo asiatico. Un mix che ha fatto sì che il suo ristorante fosse diventato aspirazionale, una meta per chi ama allo stesso tempo le portate squisite, la raffinatezza e l’atmosfera. Perché da lei non si va solo per i piatti, seppur straordinari (che intuizione, “l’acquisto” di Guglielmo Paolucci).Potrei continuare a lungo, perché andare da lei e guardare lo svolgimento del servizio è come seguire un master. Non ho mai sentito una sola persona a parlare della propria esperienza da Gong in termini che non fossero esaltanti e assoluti. Clienti difficili, giornalisti presuntuosi, chef, rinomati chi volete voi, anche fra i più esigenti: ne escono tutti ammirati.Se non ci siete ancora stati, andateci. E’ il fine dining per eccellenza. A breve la metterò di nuovo in copertina. Monica Cordiviola, preparati, perché questa foto l’abbiamo utilizzata troppe volte.Intanto auguri, Giulia Liu

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