Le polaroid di Morelli

Giancarlo Morelli. Glielo dico sempre. Inizia a scrivere. Ma per davvero. Ogni sua storiella ti commuove. Ti smuove. E’ una carezza. C’è sempre un tocco di malinconia. Un pizzico di amara nostalgia. Poi, il crescendo. Seguitelo. Leggetelo. Scopritelo

“Nella sua tragicità è una storia divertente quella che vi voglio raccontare.Da ragazzino tra le varie avventure lavorative che ho affrontato è stata quella di una gastronomia da asporto, sai di quelle che andavano di moda quarant’anni fa, dove si vendeva la gelatina come se piovesse, la maionese a fiumi e i voulevant come se non ci fosse un domani. La gastronomia aveva sempre quell’odore un po’ acre, di cucinato stantio, di vecchio è appiccicoso.Mi ero riproposto che nella vita non avrei mai più fatto cucina d’asporto. Sono due gli odori che mi hanno segnato nella vita. La gastronomia per la quale ho lavorato e la mensa delle suore.Eppure oggi il mondo è cambiato e mi sono dovuto riadattare a questa nuova avventura che pensavo di aver dimenticato e di non doverci più tornare.Ieri sera squilla il telefono al Bulk …Silenzio.Primo delivery dopo quarant’anniDalla cucina arriva un boato di gioia.Sistemiamo i nostri pacchettini come fossero reliquie, infiocchettati e sigillati.45 euro di incassoChi l’avrebbe mai detto che avrei gioito per un incasso che equivale a quello che fino a poco tempo fa poteva essere più o meno una mancia.La gioia di godere di quel poco che si ha, speranzoso che le cose torneranno ad essere come le abbiamo lasciate, anzi meglio”.

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