Donne e vino

Donne che parlano di vino. Lo fanno meglio o peggio degli uomini? Attirano di più l’attenzione o di meno? Sono più utili alle aziende? Riescono a trasmettere qualcosa di diverso rispetto agli esperti maschi? Se sì, cosa? E soprattutto perché? Richiamano l’attenzione per l’avvenenza? Ovviamente sì. Per la bellezza? Si. Lo si può dire? No. Chi se ne frega. Per mentire andate altrove, è pieno di platee dove si mente spudoratamente: reti pubbliche, giornali morenti, simposi, convegni, tavole rotonde, riviste femminili con redazioni saccenti dove si cala dall’alto una pittoresca e carnevalesca verità: la loro. Amen, sorelle. Sapete che nel privato vi prendono tutti per i fondelli, vero?

Tornando alle donne e al vino. Una bottiglia con sorriso ammiccante incorporato vale più di una recensione fatta da un maschio saccente? Sì. Ne conosco uno che scrive di vino per un quotidiano. Si crede dio, non lo legge e non lo regge nessuno. E’ presuntuoso, permaloso. Sa di vino? Ni, ma comunque non attira l’attenzione, nonostante lui sia convinto del contrario. Ovviamente se legge il post pensa che si tratti di un altro. Si tratta sempre di un altro. Una bella donna invece attira subito l’attenzione. A parità di conoscenze non c’è gara. Però qui arriva il tranello. Urleranno, le simpaticone: vuoi dire che una donna attira l’attenzione solo perché è bella? Risposta: sì. Da quando il mondo è mondo. Sarà sempre così? Per fortuna sì. Con gli occhi invasati continueranno: dunque se non è bella non attira l’attenzione, in quel caso le conoscenze non valgono. Risposta: no. E’ così la vita vera. E nella vita vera contano i fatti.

Non è un caso che le aziende vinicole investono, e tanto, sulle donne influencer. Giovani, belle, sorridenti. Messaggi diretti, semplici, lucidi. Poche nozioni, tante emozioni. Invece il maschio che parla di vino non ci arriva. Pretende di sapere di più. Sarà, ma non sa essere diretto e immediato. Avete presente quelli che dicono “Sarò breve”? Non lo sono mai. Le donne influencer invece sono sveglie. Ora arriva la solita che ci tedia: “sono sveglie solo le belle influencer?”. Cicci, passa dopo ad annoiarci. Anzi, inizia il monologo. A casa tua, da sola.Fatto sta che per decenni le aziende hanno proposto e promosso i propri prodotti grazie alle donne. Alle modelle. Il mondo maschile ci andava pazzo e va pazzo tutt’ora, nonostante il pittoresco e aggressivo tentativo di cambiare l’andazzo. L’uomo vuole sempre quello, le aziende del vino e non solo lo hanno capito. La Kardashan, la Ferragni e via dicendo: sono donne, hanno sostituito le modelle delle pubblicità. Chi vuole sbraitare il contrario lo faccia pure, fa folclore, purtroppo anche rumore.

Sono cambiati i tempi, le bellezze di Instagram sono perfette. Nessuno regge una lunga spiegazione sul vino. Chi per davvero vuole farlo si abbona a Wine Spectator.mPer il resto, vale la pena, e tanto, puntare sul mondo delle influencer. Carine, leggere, veloci, sorridenti. Il messaggio passa. Gli uomini si dilungano, vogliono dimostrare quante ne sanno, sono pesanti, lenti, pallosi.nPer cui avanti con le donne che promuovono il vino, sorridenti e ammiccanti. Sarebbe bello però se lasciassero da parte i cenni di insofferenza verso i commenti dei vari maschi. Niente facile vittimismo. Se lo fanno, stridono. Non possono pretendere solo lodi e complimenti per le conoscenze.

Ps vi risparmio l’elenco degli insulti: misogino, maschilista, sessista, mettiamo anche razzista che da sempre bene, è ormai come il nero.

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