Il té è molto più di un té

Il te’ è maschio o femmina? Forse più la seconda. Però visti i riti mi pare più vicino al mondo del maschio. Avete presente il maschio? Quello dei gusti sicuri, che ha i suoi ritmi e sa cercare, trovare e trasmettere il piacere, quello calmo e virile allo stesso tempo. Che si pregusta un sigaro molto prima di iniziarlo. Che si prepara mentalmente all’ora del drink. Ci sono gesti e pensieri dimenticati, per alcuni addirittura sconosciuti. È un peccato. Perché se sai godere delle piccole cose vuol dire che sai pesare l’importanza di ogni momento della tua vita. La tua unica vita.Ecco, per apprezzare il te’ ci vuole una sorta di predisposizione. A volte innata. Penso si possa anche imparare. Per esempio si possono carpire una marea di segreti guardando cartoline come questa. Si, sono sempre loro. Ioris Premoli e Giorgia Fantin Borghi. Un mondo a parte, che sembra lontano e fantasmagorico. Invece può essere anche il vostro. Bisogna rallentare per scoprirlo e apprezzarlo. Altrimenti è invisibile e sfuggente. Le immagini sono ipnotiche. Ammalianti. Inducono alla lentezza.Tornando al te’, può anche essere maschile. Preparandolo e sorseggiandolo vivi le stesse piccole emozioni del sigaro: toccarlo, quasi accarezzarlo, tenerlo fra le dita prima di accenderlo.Se dovessi trovare un’immagine per un sorso, sceglierei quella di lei nuda che cammina felpatamente sul pavimento riscaldato. Vi piace la sensazione? Io impazzisco quando sento quel calore piacevole sotto i piedi. La felicità pura e immediata. Guardando i suoi movimenti felini ancor di più.Ecco, il te’ è questo. Sarebbe un peccato berlo in maniera sbrigativa. Da una tazza qualsiasi. Qualcuno dirà che manca il tempo. Figuriamoci. Sempre scuse. Provateci. Scegliete una tazzina con dei piccoli disegni che sembrano dei dipinti. Poi riempitevi di quel piacere di toccare le porcellane, perché no bordate in oro. È magia pura. Non so se è da sorseggiare in solitudine, oppure in due. Per me, ripeto, è come fumare un sigaro. Ovvero un momento riflessivo. Da gustarsi appieno da soli. Nel silenzio.

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