Il pranzo “lungo”

Il pranzo lungo, come se fosse la cena. In queste settimane vedo persone che lasciano il ristorante verso le 16,30, in tanti hanno sostituito la cena con il pranzo. Abbiamo scoperto che ci fa piacere sederci e dilungarci a tavola dalle 13 fino a tardo pomeriggio. Certo, tempo a disposizione e impegni permettendo. Si è sempre detto che il nostro corpo fosse più sveglio e attento a quell’ora e non a cena, eppure abbiamo sempre vissuto il pasto delle 13 come qualcosa di poco significativo e più sbrigativo. Errore. A dire il vero io ho sempre amato uscire a pranzo, forse perché si riesce a essere per davvero concentrati sul cosa si mangia. I profumi ti sembrano più intensi, puri e puliti. Forse il corpo reagisce meglio. Forse abbiamo più energie. Di sicuro incide molto anche la luce, il potere del sole. I piatti sembrano più colorati, più divorabili. Guardate la linguina ai ricci. Con la luce naturale è tutt’altra cosa. I profumi ti invadono la testa, ti stordiscono, è come aver assaggiato per la prima volta un riccio. E’ un piatto mortale, il più intenso assaggiato nell’ultimo periodo. Sa di femmina e di testosterone allo stesso momento. Non è un piatto gentile e svenevole, no. Non è carezzevole. E’ potentissimo, non ti da tregua. E’ adrenalinico. E’ quasi selvaggio. Perché in fin dei conti siamo sempre cavernicoli. E andiamo pazzi per i profumi primitivi. Ecco, questo piatto è così. Primitivo. Maestoso e primitivo. Chissà se assaggiato all’ora di cena regala le stesse sensazioni. Forse no.

Intanto andateci. Al ristorante I mori. E provate a prendervi del tempo per l’ora di pranzo. per molti versi vale più della cena.

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