Ristoranti di lusso, che brutta definizione

L’espressione ristorante di lusso allontana o avvicina le persone? Per me le allontana. Perché sa di fregatura e di kitch, odora di sfarzo ingombrante e non richiesto. Di sicuro sa di conto salatissimo.

Forse la colpa è di chi ha ideato e scritto il comunicato, forse l’intenzione era di raccontare un ristorante elegante. Sì, parlo del locale di Leonardo Bonucci.

Premessa. A me Bonucci piace. E molto. Come Chiellini, come Buffon. Persone e calciatori vincenti, ovvero persone diverse da noi. Perché non siamo tutti dei vincenti, con buona pace di chi ci vuole tutti uguali (seh, come no, altre ipocrisie?).

Poi però leggi che apre un ristorante a Torino che si ispira al Bocasalina di Formentera e inizi a farti delle domande. Cosa c’entrano i due mondi, mondi che più lontani non si può? Torino e Formentera.

Poi vai avanti. Ci sono quattro soci. Dove l’avevamo già sentita? Tanti soci uguale grattacapi assicurati. Che di solito non tutti mettono dei soldi e di sicuro non tutti se ne intendono. Di certo i quattro hanno parenti, mogli, fidanzate e amici che difficilmente dovranno pagare. E già qui…

Andiamo avanti. Il nome, Lève, con l’accento, sa di nulla. Dicono arrivi da “lieve” e che vuol dire spensieratezza. Sarà. Vai a sapere, forse funzionerà, nemmeno Zuma significava qualcosa ed è il ristorante che più fattura al mondo. Però come idea è un problema quando non sai come pronunciare il nome di un locale. A prima vista pare una di quelle trovate di un pubblicitario che vuole essere figo, ma non lo è affatto.

Il grosso guaio è che viene presentato, appunto come un ristorante di lusso. Qui davvero alzi bandiera bianca.

Chi sa rispondere alla domanda “cos’è un ristorante di lusso”?

Per gente con soldi? Se sì, quanti? Già esclude tante persone benestanti, che magari non si sentono all’altezza o che non si riconoscono nell’espressione.

Quando sento “ristorante di lusso” penso solo a sedie e posate dorate. Ad un ambiente sfarzoso. Esagerato, più che elegante. A Torino poi, dove le persone sono tutto tranne che esuberanti e amanti dell’esagerazione.

A dirla fine in fondo “ristorante di lusso” profuma di spacconeria, cade nel trash. Forse hanno sbagliato i termini, intendevano elegante, non so.

Certo è che in tanti non amano l’espressione e diffidano assai.

Di sicuro in posti del genere va in secondo piano la cucina. Intanto in bocca al lupo.

Dovessi scommettere, però…

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