Chinese Box. Un successo pazzesco

Chinese Box. Breve storia di marketing e di successo. Ma un successo di quelli clamorosi. Milano, zona Moscova, inizio Corso Garibaldi. Qui, dalla fine degli anni ottanta, per esattezza dal 1988, c’è il Radetzky. Lo ha aperto Vincenzo Iannetti, lo stesso che otto anni prima aveva ideato e inaugurato il Panino Giusto. Clienti fuori e dentro a non finire, non importa se siamo a dicembre, oppure a luglio. Il motivo? Agli inizi faceva figo andarci e di conseguenza andavano i fighetti. Donne mozzafiato a grappoli. La ricetta perfetta, con un risultato prevedibile: calca umana, sempre e comunque. Ci vanno giovanissimi e meno giovani, ognuno per i suoi motivi, ma non è questo il punto. Fatto sta che in tanti hanno cercato di aprire nelle vicinanze, provando a rubare almeno parte della clientela. L’idea era semplice: se mi metto da quelle parti male non può andarmi, il grasso cola sempre. Nulla da fare. Hanno sbattuto il muso, e forte. Perché contava solo poter dire di essere andati al Radetzky, fra l’altro un locale per nulla inclusivo, anzi. Ed è qui che inizia la storia dei “nostri”. Qualche anno fa, nel 2015, arrivano loro. I gemelli. Luca e Michele. Cinesi della seconda generazione. Il cognome? Hu. Prendono lo spazio di fronte, laddove una volta c’era un negozio di pelletteria. Silvia, roba onesta, borse e simili, niente di che. Annusano l’affare, anche perché conoscono bene la zona, avendo in gestione un piccolo spazio più avanti. Si dicono: molti fra quelli che bazzicano il Radetzky non si sentono accettati, vengono guardati con supponenza e superiorità, sono a disagio. Creiamo un locale per loro, molto friendly, per tutti. Aprono. Offrono cocktail a metà prezzo. Direte, un classico. Aspettate. Intanto, pian piano riempiono. Riescono a conquistare una marea di persone, perché le trattano bene e ricordano perfino il nome di ognuno. Mettono dei tavolini, e tanti, mentre Radetzky offre solo pochi divanetti. Lavorano come dei pazzi, perché, va detto, sono instancabili. Il tempo passa, la clientela aumenta. Però aumentano anche i prezzi.Per non farla lunga: ora hanno più clienti del Radetzky e incassano il doppio. Certo, non è una gara fra i due bar. Fanno numeri da sballo entrambi. La morale è che le persone cool sono numericamente di meno rispetto a quelle “meno cool”. Ecco, Chinese box ha puntato sui meno cool, facendoli sentire molto cool. A loro poco interessa avere una clientela fighetta, non sanno cosa farsene, importante è fatturare e guadagnare. E’ impressionante questo modo sornione di arrivare, senza proclami, per poi conquistare la zona. Va detto che fanno le cose in maniera egregia. Ieri, alle 13, era pieno di ragazzi che sorseggiavano dei gin tonic. Alle 17 dietro al bancone c’erano ben sei barman. Sei. Sei!!! Compresi i due gemelli, perché nella loro cultura non esiste stare e guardare soltanto, ci si sporca le mani e si suda con gli altri. Pareva la serata di capodanno. “Componevano” cocktail come se fossero alla catena di montaggio. E’ sempre stato così prima della pandemia e sempre lo sarà anche dopo.

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