La pizza dello chef

Una domanda, una considerazione e un suggerimento. Partiamo dalla fine. Foodie love. Serie tv spagnola, fino all’anno scorso solo sull’Hbo, ora arrivata in Italia. La trovate su Rai play. Ve la consigliamo più che vivamente.

La prima puntata inizia così, con lei che si racconta.

“La pizza mi piace come idea. Poi quando la mangio mi delude sempre. Non so, è come se contenesse in sé una falsa promessa. Come se non riuscisse mai ad essere all’altezza di quello che promette. Se prendo una pizza, prima di iniziare a mangiarla ho una voglia pazza di farlo. Ma non appena do’ il primo morso ne ho già abbastanza e smetto di mangiarla”.

Ammettiamolo. È capitato a tutti noi. La delusione dopo le tante attese e aspettative. Perché non ti immagini che una pizza possa deluderti. E invece.

Ecco, per questo noi siamo degli abitudinari, quando si tratta di pizza. Certo, se andiamo per scrivere, ne assaggiamo di ogni. Se andiamo per il proprio piacere, siamo assai noiosi e ripetitivi. E ci va bene così.

Anche perché una come quella che mangiamo da Andrea Provenzani è difficile da trovare. Nel suo genere è unica. Perché lui è un cuoco e non un pizzaiolo. Fra l’altro il suo ristorante è assai gourmet, nel senso che i piatti sono ricercati nei gusti e nelle materie prime.

La pizza non poteva essere una qualsiasi. Difatti, eccola. Questa è la Marghe. Bordo croccantissimo. Limone verde. Pepe. Salsa di pomodorino datterino. E’ come un secchio di acqua ghiacciata. L’impatto è questo. Poi ci sarebbe “Rosso e passione”, con tartare di gamberi rossi e coriandolo. E qui siamo alla costatazione: a qualcuno sembrerà una bestemmia, però i cuochi la fanno più gustosa. Più chic. Più sofisticata. Aggiungono quel tocco in più.

Vale anche per quella di Cracco. Unica pure quella. Ne abbiamo parlato a non finire. E’ più una focaccia, una straordinaria però. Certo, i pomodori profumano di terra e di sole, la mozzarella sa di pascolo e di fresco, però ti rimane la sensazione di aver divorato una focaccia strabiliante. E’ più da aperitivo. E’ chic. Quel “croc” è da sballo. Vale anche per la pizza di Provenzani.

Chiudiamo con la domanda. Meglio la pizza di uno che lo fa di mestiere, oppure quella di uno chef? Per noi non ci sono dubbi. Quella dello chef. Ha un tocco in più. Quello della sofisticatezza, pur rimanendo una pizza.

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