Donne che amano cucinare

“Adoro quando profumi di burro”. “Mi piace la tranquillità della tua casa”. Sentite che parole armoniose. Sentite che musicalità. Immaginate anche la scena, tipo lui che mangia il gelato appoggiato alla vasca da bagno, seduto per terra, mentre lei si rilassa, immersa nelle bolle profumate.

Se non avete ancora visto il film “E’ complicato”, ve lo consiglio. E’ con Merryl Streep e Alec Baldwin. Lei fa la pasticcera. Sta sempre ai fornelli, però si vede che le piace da matti. Come le piace leggere la soddisfazione sul viso del marito, dei figli e dei clienti. Vive per dar piacere agli altri. No, non si lamenta. Le piace proprio.

Ecco, la domanda è molto semplice: le donne che amano soddisfare il palato del proprio uomo vanno considerate retrograde? Si devono vergognare? E’ ancora tollerabile il piacere di dare piacere? Certo, chi se ne importa delle frasi pittoresche urlate di continuo, sarebbe follia stare a ascoltare il folclore delle frasi fatte e ripetute come un pappagallo, ognuno può dire la sua e amen, loro vanno avanti con le tediosità, noi andiamo avanti con i nostri piaceri, Però davvero. Non date retta a chi comicamente e con un torna conto evidente vi vuole veder battagliare come ad Austerlitz. Ho tante amiche che pubblicano le proprie torte, le paste, il pane appena sfornato. Tu le vedi, sono felici da morire. Lo fanno con un entusiasmo straordinario. Nessuna sente il bisogno di fare il militare. A nessuna passa per la testa di annoiare gli altri con discorsi da comizio palloso. Sorridono, sono rilassate. Amano cucinare. Sono contente, e cosa può essere di più bello che vedere una donna contenta? A volte immagino il calore delle loro case Perché è indubbio che laddove si cucina in maniera passionale si vive meglio, è pieno di profumi, il ritmo stesso delle serate me lo immagino diverso.

Cucinare non vuol dire essere sottomesse, come vuole qualche cabarettista, perché i loro discorsi sono puro cabaret. Di pessimo gusto, però sempre cabaret.

Ecco, non vorrei che qualcuna iniziasse a prestare attenzione al tribunale dei social. Che si sentisse una donna inferiore solo perché ama stare ai fornelli.

Non ricordo il nome del libro, di sicuro era di una autrice americana e di sicuro era un libro molto commerciale (per le cose profonde ci siete voi). In pratica lui, rampollo e scapolo, esce con delle modelle mozzafiato (si può ancora dire che le modelle sono belle, oppure no?). Si diverte, ma non del tutto, anche perché le ragazze hanno sempre il frigo vuoto, al massimo trovi una mela. E a lui piacerebbe, almeno ogni tanto, stare in casa all’ora di cena. Certo, le modelle non cucinano (mò arriva quella che ti dice che è uno stereotipo: stai calma) e ancor più certo si potrebbe ordinare con il delivery. Però l’idea è che puoi avere tutti i soldi del mondo, le donne più affascinanti (si può ancora dire che alcune donne sono più affascinanti delle altre?), ma quell’atmosfera rilassata e scanzonata della cucina casalinga fa tutta la differenza del mondo. Il profumo del burro, della vaniglia, del fritto, del forno.

Ora ancor di più, visto che le serate le passiamo in casa. Per cui cucinate, se è questo che vi fa star bene. A quanto pare ai maschi piace da matti, e non perché vogliono schiavizzarvi. Ma perché si sentono amati. Per gli slogan da piazza lasciate stare. La vita è piena di piaceri, Quella di cucinare e di sapere che si è cucinato per te, beh, sono dei piaceri impagabili. Che noi maschi sappiamo ricambiare. La foto è di Ioris Premoli. Lo stylimg invece porta la firma di Giorgia Fantin Borghi

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