Pesantezza alle arance

Pesantezza, mon amour

Houston, abbiamo un problema. Di comunicazione. Il punto è che non lo sanno.

Fanno marmellate e presentano il tutto come se producessero vaccini. Idem per i succhi di frutta.

Si presume che uno compri una confettura per la bontà. Per godersi la colazione, non importa se sul lungomare, oppure nel suo appartamento. Perché la colazione è un piacere pazzesco, regala la felicità immediata, ti carica, ti colora la vita. Indovinate? Nessun comunicato accenna ai profumi e al piacere. Ti assalgono invece con le caratteristiche del terreno dove si coltivano le loro arance. Certificati, poi di nuovo certificati e altri certificati ancora, informazioni scientifico-nutrizionali, teorie chimico-molecolari, una noia bestiale. Tutto questo mentre uno vorrebbe solo sapere se è buona, oppure no. Se la marmellata di arance amare profuma di arance amare.

Non ci arrivano. Si lanciano in proclami pallosi, quasi fosse una gara a chi esibisce più timbri e certificati. Avete presente a scuola, quando il secchione alzava sempre la mano? Ecco. Sono così, fieri di esibire il loro essere più bio degli altri bio che non sono mai abbastanza bio quanto il loro bio. “Sono io l’unico vero bio”, ti pare di sentirli strillare. Poveri tapini.

Quando leggiamo comunicati del genere ci viene l’orticaria. Raccontare una marmellata, una spremuta, dovrebbe essere un inno alla bontà e alla freschezza, non una lezione saccentina.

Dovrebbero conquistarti, e invece ti annoiano. Dovrebbero farti venire la voglia di correre subito a comprare un pane divino per spalmare le loro confetture e invece ti fanno passare la voglia.

E’ come se ti parlassero da una laboratorio e non dalla campagna. Ce li vediamo con occhialini e in camice bianco, non a raccogliere le arance sotto il sole. Capiamo il mangiare consapevole, capiamo la pesantezza devastante di alcuni consumatori saputelli, però misericordia, che tristezza. Pure le foto. Corrette, ma zero emozioni viscerali. Non ti smuove. Non ti rimane nulla.

Una comunicazione del genere ammazza e ammoscia il desiderio. Allontana le persone. Perché uno vuole mangiare di gusto, non ingoiare delle medicine.

Quando lo capiranno sarà sempre troppo tardi. Ma chi diamine li convince a parlare così e a comunicare così?

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