Copiare senza capire

Alcuni la chiamano “generazione instagram”. Cuochi che traggono ispirazione (eufemismo) guardando nelle foto i piatti degli altri. Pensano che il lavoro sia tutto lì.

Prendiamo questo di Virgilio Martinez, uno dei più famosi. Per la cronaca, lo propone anni nel suo Lima Floral, a Londra, quartiere Covent Garden.

Il problema inizia quando le giovani leve tentano di imitare piatti del genere senza essere Virgilio Martinez.

Perché nella foto vedi la composizione cromatica e nulla più. Non hai fatto la gavetta di Virgilio, non hai le sue conoscenze, il suo palato, la sua mente, non hai fatto centinaia di prove, non hai perso notti cercando di migliorarlo. Non sei lui e non hai il suo talento. Però sei sicuro di averlo.

Vedi uno scatto su instagram senza avere la minima idea del gusto, della consistenza, del contrasto, della temperatura.

Pare una banalità e invece non lo é.

In tanti si fermano ai colori e alla forma. Copiano e sono felici, pensando di essere all’altezza di Viriglio o chi per esso.

Si guardano allo specchio tronfi, come dire “beh sono come lui, in fin dei conti non è stato nemmeno difficile”. Mi merito la stella.

A qualcuno pare un discorso assurdo. Ma è più assurdo quello che succede ogni giorno, da ormai troppo tempo: ovvero giovani cuochi che pensano di essere già leggenda. Non riescono a capire la differenza fra creare dal nulla e copiare. E’ una follia, però è così. Non ci arrivano.
Ed è per questo che non si capacitano quando il ristorante è vuoto, quando i riconoscimenti non arrivano. E’ lì che iniziano a parlare di congiure, di ostracismo, di vendette, di complotti nei loro confronti.

Ma quali complotti.

Certo, non si potrà più essere quelli di una volta, quando andavi in giro per il mondo a imparare e a rubare i segreti degli altri. Ora si ha meno voglia di sgobbare e di fare dei sacrifici, se di sacrifici si possa parlare. Con i social a portata di mano si pensa di scorrere pigranente e di aver capito tutto. Gli errori di gioventù ci stanno, una leggera presunzione anche.

Il punto è che vanno avanti così, con il risultato più ovvio: schiantarsi contro un muro chiamato realtà.

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