Ristolandia e la conta dei like

Notizie e storie da Ristolandia, un paese lontano e per fortuna così diverso dall’Italia. 

Pure lì ci sono i media, però a differenza dell’Italia i giornalisti sono dei poveri zerbini: sentite cos’è successo qualche tempo addietro, durante una festa locale.

Un giorno, una pr, perché anche lì esistono dei pr, posta una torta fatta con le sue manine fatate (ma non troppo). Cioè una semplice torta. Senza infamia e senza lode. Direte che l’ha postata senza secondi fini, però ne dubitiamo, perché in quel paese le pr sono perfide, non come in Italia. Lei oltre ad essere perfida è anche molto cattiva e incattivita, respira morte, come d’altronde quasi tutte del tuo settore: sorride davanti, pugnala dietro.

Difatti l’ha postata per fare una specie di test: vediamo il lecchimetro. 

Lei, astuta e antipatica, conosce i meccanismi e sa bene che i giornalisti sono disposti a tutto pur di ottenere un posto in prima fila per un qualsiasi invito. E così si è divertita a chiedersi chi sarà il più lesto a farle i complimenti. 

In men di una manciata di minuti ci sono stati così tanti like e commenti che rimase davvero a bocca aperta. “Sapevo fossero ammaestrati, ma non a tal punto”, mormorò stupita. 

Con un sorriso sarcastico sussurrò a sé stessa un “Che pezzenti questi qui, se butti loro un osso corrono a prenderlo, sono così prevedibili”. 

Si è poi preparata una tazza da thè, sedendosi davanti al computer e continuando a guardare come dall’altra parte facevano la gara a chi la sparasse più grossa. Un tripudio di complimenti, uno più menzognero dell’altro, perché se ti limiti a dire solo “Che bella torta” rischi di essere relegato fra le ultime file.

Si deve esagerare, esagerare. Lo sa bene anche un sostanzioso gruppo di giornalisti, perché alcuni esigono pure loro dei complimenti fantasmagorici. Ci sono quelli che se la prendono a morte se ringrazi educatamente per un articolo. Guai a dire “Grazie mille, bell’articolo”. No, quello equivale a dirle che è stato il peggiore. Si deve esagerare esagerare esagerare, spararla grossa, grossissima.

“Mai letto un pezzo più bello in vita mia” è il minimo, però si può e si deve fare anche di più e di meglio.

La nostra, più guardava e più si compiaceva. Oltre a scorrere il nome dei coloro che mettevano like e commentavano robe del tipo “mai vista una torta così bella”, aveva iniziato anche a fare la conta degli assenti. 

Lì il sorriso si è trasformato in furore, perché la pagheranno cara. Nemmeno una oliva ascolana, altro che invito nel ristorante premiato fuori città. Ha diritto a cena e alloggio solo chi applaude e batte le mani con incessante furore.

La domanda é: se la pr non avesse fra i suoi clienti alcuni ristoranti di livello, quanti giornalisti avrebbero sgomitato per essere fra i primi a dimostrare lealtà incondizionata? Ovviamente meno di zero. 

Per fortuna siamo in Italia, dove la stampa è tutta ligia al dovere e non penserebbe minimamente a sdraiarsi per terra in un tale modo. 

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